Paesaggi L’ecosistema della foresta pluviale

Paesaggi L'ecosistema della foresta pluviale In queste pagine vengono mostrati due ecosistemi, ossia due ambienti nei quali esiste una condizione di equilibrio tra esseri viventi, agli opposti tra loro. Nel primo, l’ecosistema della foresta pluviale, le precipitazioni sono abbondanti; nel secondo, l’ecosistema del deserto caldo, le precipitazioni sono rarissime o possono anche essere inesistenti per anni. Sono queste due situazioni parecchio inospitali per l’uomo, ma la natura ha comunque provvisto alcune specie vegetali e animali degli strumenti adatti per resistervi. La maggior parte delle specie animali che si trovano nelle foreste pluviali è composta dagli insetti. Tra le famiglie più numerose vi sono quelle di vari tipi di scarafaggi, ma numerose sono anche le formiche e le farfalle. Circa un quinto di tutte le specie di uccelli esistenti al mondo vivono nella foresta pluviale: pappagalli, tucani, rapaci diurni e notturni (gufi, civette ecc.), colibrì e diverse varietà di passeracei e di fenicotteri. Nella ricca diversità di specie animali della foresta pluviale, spiccano diverse specie di scimmie: scimmie urlatrici, scimmie con piccole proboscidi sul muso (le nasiche), le scimmie-ragno dotate di lunghe braccia e gambe, le piccole scimmie-cappuccini che vivono saltando da un albero all'altro. Specialmente nella foresta amazzonica non è raro poter vedere molte specie di rettili, come serpenti e iguane. Famoso è il Boa constrictor, che stringe nelle sue spire la preda, l'anaconda, famoso per la sua lunghezza e grandezza (arriva anche a 9 metri circa!), e il pitone. Anche le varietà di piante, nella foresta pluviale, sono moltissime. Possono variare dagli alberi giganteschi alle muffe più microscopiche. Caratteristica è la presenza di liane, piante dal fusto allungato, che crescono appoggiandosi alle altre piante. Vi sono poi molte piante epifite, che crescono sui tronchi e sui rami di altri alberi. È facile poi imbattersi in fiori bellissimi, come numerosi tipi di orchidee. L'ecosistema del deserto caldo Ovviamente, la fauna del deserto caldo è ridotta alle specie più resistenti alla sete: numerosi sono gli insetti e gli scorpioni. Per riuscire a sopravvivere, gli insetti hanno un rivestimento di chitina, uno spesso strato esterno che rende il corpo impermeabile e limita la traspirazione. Animali tipici del deserto sono il cammello e il dromedario, impiegati dalle popolazioni locali come mezzo di trasporto per cose e persone. Hanno zampe piatte per camminare sulla sabbia, mantello folto per proteggersi dal Sole e una (il dromedario) o due (il cammello) gobbe che producono liquidi in condizioni di particolare disidratazione. Anche le loro escrezioni sono concentratissime. Nelle zone sabbiose, piccoli roditori e molti rettili sono dotati di protezioni per gli occhi e trovano rifugio dai predatori o dalle condizioni del clima immergendosi nella sabbia. Un serpente del deserto particolarmente pericoloso è la vipera cornuta, il cui veleno è mortale per l'uomo ma anche per i dromedari ed è, inoltre, facile a mimetizzarsi grazie al suo colore molto simile alla sabbia. Sopporta bene le temperature elevate e i digiuni prolungati. Per ridurre il consumo di acqua al minimo, le foglie delle piante desertiche si trasformano in spine, come nei cactus, o si ricoprono di una fitta peluria per trattenere la traspirazione, come in molti arbusti. È nel periodo delle scarse e brevi piogge che le piante del deserto fioriscono e fruttificano. Esse hanno radici molto estese per raggiungere l'acqua in profondità.
Paesaggi L'ecosistema della foresta pluviale In queste pagine vengono mostrati due ecosistemi, ossia due ambienti nei quali esiste una condizione di equilibrio tra esseri viventi, agli opposti tra loro. Nel primo, l’ecosistema della foresta pluviale, le precipitazioni sono abbondanti; nel secondo, l’ecosistema del deserto caldo, le precipitazioni sono rarissime o possono anche essere inesistenti per anni. Sono queste due situazioni parecchio inospitali per l’uomo, ma la natura ha comunque provvisto alcune specie vegetali e animali degli strumenti adatti per resistervi. La maggior parte delle specie animali che si trovano nelle foreste pluviali è composta dagli insetti. Tra le famiglie più numerose vi sono quelle di vari tipi di scarafaggi, ma numerose sono anche le formiche e le farfalle. Circa un quinto di tutte le specie di uccelli esistenti al mondo vivono nella foresta pluviale: pappagalli, tucani, rapaci diurni e notturni (gufi, civette ecc.), colibrì e diverse varietà di passeracei e di fenicotteri. Nella ricca diversità di specie animali della foresta pluviale, spiccano diverse specie di scimmie: scimmie urlatrici, scimmie con piccole proboscidi sul muso (le nasiche), le scimmie-ragno dotate di lunghe braccia e gambe, le piccole scimmie-cappuccini che vivono saltando da un albero all'altro. Specialmente nella foresta amazzonica non è raro poter vedere molte specie di rettili, come serpenti e iguane. Famoso è il Boa constrictor, che stringe nelle sue spire la preda, l'anaconda, famoso per la sua lunghezza e grandezza (arriva anche a 9 metri circa!), e il pitone. Anche le varietà di piante, nella foresta pluviale, sono moltissime. Possono variare dagli alberi giganteschi alle muffe più microscopiche. Caratteristica è la presenza di liane, piante dal fusto allungato, che crescono appoggiandosi alle altre piante. Vi sono poi molte piante epifite, che crescono sui tronchi e sui rami di altri alberi. È facile poi imbattersi in fiori bellissimi, come numerosi tipi di orchidee. L'ecosistema del deserto caldo Ovviamente, la fauna del deserto caldo è ridotta alle specie più resistenti alla sete: numerosi sono gli insetti e gli scorpioni. Per riuscire a sopravvivere, gli insetti hanno un rivestimento di chitina, uno spesso strato esterno che rende il corpo impermeabile e limita la traspirazione. Animali tipici del deserto sono il cammello e il dromedario, impiegati dalle popolazioni locali come mezzo di trasporto per cose e persone. Hanno zampe piatte per camminare sulla sabbia, mantello folto per proteggersi dal Sole e una (il dromedario) o due (il cammello) gobbe che producono liquidi in condizioni di particolare disidratazione. Anche le loro escrezioni sono concentratissime. Nelle zone sabbiose, piccoli roditori e molti rettili sono dotati di protezioni per gli occhi e trovano rifugio dai predatori o dalle condizioni del clima immergendosi nella sabbia. Un serpente del deserto particolarmente pericoloso è la vipera cornuta, il cui veleno è mortale per l'uomo ma anche per i dromedari ed è, inoltre, facile a mimetizzarsi grazie al suo colore molto simile alla sabbia. Sopporta bene le temperature elevate e i  digiuni prolungati. Per ridurre il consumo di acqua al minimo, le foglie delle piante desertiche si trasformano in spine, come nei cactus, o si ricoprono di una fitta peluria per trattenere la traspirazione, come in molti arbusti. È nel periodo delle scarse e brevi piogge che le piante del deserto fioriscono e fruttificano. Esse hanno radici molto estese per raggiungere l'acqua in profondità.