In primo piano Il Brasile e lo sport

In primo piano Il Brasile e lo sport Anzitutto il calcio Non è esagerato affermare che in Brasile il calcio, chiamato futebol, è considerato una vera e propria religione. Del grande coinvolgimento dei brasiliani per questa disciplina testimonia il Maracanà, lo stadio simbolo di Rio de Janeiro costruito per i Mondiali del 1950 e che, prima delle sue ultime ristrutturazioni, poteva contenere più di 160 000 spettatori (circa il doppio di quelli dello stadio di Milano, il più grande d'Italia). L'introduzione del calcio nel Paese si fa risalire a Charles Miller, un giovane studente di San Paolo che nel 1894 tornò dall'Inghilterra con alcuni palloni e il manuale con le regole del gioco. Di lì in poi, sono stati innumerevoli i campioni brasiliani che hanno fatto grande il calcio in tutto il mondo, permettendo alla selegao (così è chiamata la nazionale del Brasile) di conquistare ben 5 campionati mondiali, record di vittorie della competizione. Le altre discipline sportive A livello sportivo il Brasile non si distingue solo per il calcio, primeggiando anzi in molte altre discipline. Tra queste, in particolare, si può menzionare la pallavolo, in cui i brasiliani eccellono a livello mondiale sia in campo femminile, sia in campo maschile. Anche nella pallacanestro il Brasile può considerarsi una delle squadre più forti al mondo e sono infatti molti i giocatori brasiliani che militano nella NBA (National Basketball Association), ossia la massima serie americana di basket. Altrettanto popolare nel Paese è poi la passione per l'automobilismo e numerosi sono i piloti brasiliani di fama internazionale. Tra questi, si può ricordare il grande Ayrton Senna, tre volte campione del mondo di Formula 1 e tragicamente morto nel 1994 proprio durante le prove di un Gran Premio, quello sanmarinese di Imola. Felipe Massa, pilota brasiliano di Formula 1 alle prove del Gran premio del Canada. Una partita del Grand Prix di pallavolo del 2014, vinto dalla nazionale brasiliana. I giochi della XXXI Olimpiade La grande passione dei brasiliani per lo sport ha trovato la sua massima espressione con l'organizzazione della 31° edizione dei Giochi Olimpici estivi, svoltasi a Rio de Janeiro dal 5 al 21 agosto 2016. Seppur tra molte contestazioni a causa della situazione di crisi che stava attraversando il Paese, il Brasile è così divenuto il primo Stato sudamericano a ospitare un'edizione delle Olimpiadi estive. Supportata dal pubblico di casa, la nazionale brasiliana ha conquistato il suo record di medaglie olimpiche, ben 19, chiudendo al 13° posto nel medagliere. Tra gli ori di squadra, si possono ricordare quello calcistico, il primo nella storia della nazionale olimpica brasiliana, e quello pallavolistico, conquistato ai danni della formazione italiana. Geoinrete Cos’è stato il Maracanazo, avvenuto il 16 luglio 1950? Cosa ha comportato per i brasiliani? Perché la nazionale brasiliana è detta “verdeoro"? Che cos’è il progetto “Eredità Olimpica", sostenuto da CONI e ActionAid? Cerca informazioni in rete e scrivi un breve approfondimento, da solo o con un tuo compagno/a. Il cestista brasiliano Nenê, giocatore nel campionato statunitense NBA, durante le Olimpiadi di Rio 2016. Dalle favelas ai grandi stadi Per molti giovanissimi brasiliani il primo contatto con un pallone avviene nelle favelas, le grandi baraccopoli costruite ai margini delle città. Qui, dove i ragazzi giocano spesso scalzi e su campetti improvvisati, il calcio rappresenta una possibile alternativa a una vita fatta di stenti e criminalità. Alcuni tra i più famosi calciatori brasiliani, in effetti, provengono da questo ambiente e, dopo aver raggiunto il successo, si sono poi impegnati in prima persona per aiutare chi in quelle condizioni è rimasto, tramite la promozione di progetti di recupero sociale. Per tutti, si può fare l’esempio di Ronaldo (a destra), soprannominato “il fenomeno" e originario di Bento Ribeiro, un poverissimo barrio nella zona nord di Rio de Janeiro. Ha voluto ricordare questa situazione anche Neymar jr., uno dei calciatori attualmente più forti e più pagati al mondo, che sulla propria gamba si è tatuato un bambino con un pallone sottobraccio che si aggira tra le baracche delle favelas, sognando di esordire un giorno in uno stadio vero.
In primo piano Il Brasile e lo sport Anzitutto il calcio Non è esagerato affermare che in Brasile il calcio, chiamato futebol, è considerato una vera e propria religione. Del grande coinvolgimento dei brasiliani per questa disciplina testimonia il Maracanà, lo stadio simbolo di Rio de Janeiro costruito per i Mondiali del 1950 e che, prima delle sue ultime ristrutturazioni, poteva contenere più di 160 000 spettatori (circa il doppio di quelli dello stadio di Milano, il più grande d'Italia). L'introduzione del calcio nel Paese si fa risalire a Charles Miller, un giovane studente di San Paolo che nel 1894 tornò dall'Inghilterra con alcuni palloni e il manuale con le regole del gioco. Di lì in poi, sono stati innumerevoli i campioni brasiliani che hanno fatto grande il calcio in tutto il mondo, permettendo alla selegao (così è chiamata la nazionale del Brasile) di conquistare ben 5 campionati mondiali, record di vittorie della competizione. Le altre discipline sportive A livello sportivo il Brasile non si distingue solo per il calcio, primeggiando anzi in molte altre discipline. Tra queste, in particolare, si può menzionare la pallavolo, in cui i brasiliani eccellono a livello mondiale sia in campo femminile, sia in campo maschile. Anche nella pallacanestro il Brasile può considerarsi una delle squadre più forti al mondo e sono infatti molti i giocatori brasiliani che militano nella NBA (National Basketball Association), ossia la massima serie americana di basket. Altrettanto popolare nel Paese è poi la passione per l'automobilismo e numerosi sono i piloti brasiliani di fama internazionale. Tra questi, si può ricordare il grande Ayrton Senna, tre volte campione del mondo di Formula 1 e tragicamente morto nel 1994 proprio durante le prove di un Gran Premio, quello sanmarinese di Imola. Felipe Massa, pilota brasiliano di Formula 1 alle prove del Gran premio del Canada. Una partita del Grand Prix di pallavolo del 2014, vinto dalla nazionale brasiliana. I giochi della XXXI Olimpiade La grande passione dei brasiliani per lo sport ha trovato la sua massima espressione con l'organizzazione della 31° edizione dei Giochi Olimpici estivi, svoltasi a Rio de Janeiro dal 5 al 21 agosto 2016. Seppur tra molte contestazioni a causa della situazione di crisi che stava attraversando il Paese, il Brasile è così divenuto il primo Stato sudamericano a ospitare un'edizione delle Olimpiadi estive. Supportata dal pubblico di casa, la nazionale brasiliana ha conquistato il suo record di medaglie olimpiche, ben 19, chiudendo al 13° posto nel medagliere. Tra gli ori di squadra, si possono ricordare quello calcistico, il primo nella storia della nazionale olimpica brasiliana, e quello pallavolistico, conquistato ai danni della formazione italiana. Geoinrete Cos’è stato il Maracanazo, avvenuto il 16 luglio 1950? Cosa ha comportato per i brasiliani? Perché la nazionale brasiliana è detta “verdeoro"? Che cos’è il progetto “Eredità Olimpica", sostenuto da CONI e ActionAid? Cerca informazioni in rete e scrivi un breve approfondimento, da solo o con un tuo compagno/a. Il cestista brasiliano Nenê, giocatore nel campionato statunitense NBA, durante le Olimpiadi di Rio 2016. Dalle favelas ai grandi stadi Per molti giovanissimi brasiliani il primo contatto con un pallone avviene nelle favelas, le grandi baraccopoli costruite ai margini delle città. Qui, dove i ragazzi giocano spesso scalzi e su campetti improvvisati, il calcio rappresenta una possibile alternativa a una vita fatta di stenti e criminalità. Alcuni tra i più famosi calciatori brasiliani, in effetti, provengono da questo ambiente e, dopo aver raggiunto il successo, si sono poi impegnati in prima persona per aiutare chi in quelle condizioni è rimasto, tramite la promozione di progetti di recupero sociale. Per tutti, si può fare l’esempio di Ronaldo (a destra), soprannominato “il fenomeno" e originario di Bento Ribeiro, un poverissimo barrio nella zona nord di Rio de Janeiro. Ha voluto ricordare questa situazione anche Neymar jr., uno dei calciatori attualmente più forti e più pagati al mondo, che sulla propria gamba si è tatuato un bambino con un pallone sottobraccio che si aggira tra le baracche delle favelas, sognando di esordire un giorno in uno stadio vero.