In primo piano Il problema dell’AIDS

In primo piano Il problema dell'AIDS Che cos'è l'AIDS? L'AIDS (Acquired Immune Deficiency Sindrome, cioè sindrome da immunodeficienza acquisita) è una malattia di origine virale, che si manifesta come una grave riduzione delle difese immunitarie. Come conseguenza, chi è affetto dall'AIDS è colpito da malattie cosiddette “opportunistiche", come la polmonite e la tubercolosi, e da tumori. Si pensa che questa sindrome abbia avuto origine nell'Africa subsahariana, intorno agli anni Trenta del Novecento, dalla mutazione di un virus animale, che colpiva probabilmente le scimmie. Il virus è stato diagnosticato nell’uomo per la prima volta nel 1981 negli Stati Uniti. Si calcola che dalla scoperta della sindrome siano avvenuti 25 milioni di decessi per AIDS, di cui circa 2,3 milioni nel solo 2005. Non esiste ancora una cura efficace per guarire dall’AIDS, ma sono stati individuati alcuni farmaci (chiamati antiretrovirali) che rallentano il decorso della malattia e migliorano la qualità della vita di chi ne è affetto. Purtroppo, questi farmaci sono costosi e difficilmente accessibili alla gran parte degli ammalati, che vive nei Paesi in via di sviluppo. Questo spiega perché il più alto numero di decessi per AIDS è registrato in Africa. L'Africa e l'AIDS L'AIDS è uno dei grandi problemi che colpiscono l’Africa. Si stima infatti che il numero di africani sieropositivi o già in fase di malattia conclamata sia di 40 milioni, pari al 70% degli adulti e all’80% dei bambini affetti da questa malattia in tutto il mondo. Questo problema è particolarmente grave nell'Africa centromeridionale, dove in 9 Paesi (Swaziland, Botswana, Lesotho, Zimbabwe, Namibia, Sudafrica, Zambia, Mozambico, Malawi) si calcola che oltre una persona su dieci sia stata contagiata dal virus. I Paesi con la più alta percentuale di sieropositivi sono lo Swaziland e il Botswana, con rispettivamente il 27,7% e il 25,2% della popolazione adulta colpita dall’infezione. Che differenza c’è tra AIDS e HIV? Con la sigla AIDS si indica la fase di malattia vera e propria, che porta spesso alla morte nel giro di alcuni mesi. La fase iniziale, che può durare anche una decina di anni, e in cui non si manifestano ancora danni al sistema immunitario, viene detta sieropositività, e indica che chi ne è affetto ha contratto il virus HIV (“virus dell’immunodeficienza umana"). Le conseguenze sociali La grave piaga dell'AIDS ha conseguenze sociali drammatiche. In Africa ci sono infatti più di 12 milioni di “orfani dell'AIDS", bambini che a causa della malattia hanno perso i genitori e talvolta l'intera famiglia. L'AIDS inoltre colpisce soprattutto i giovani: la maggioranza delle persone infette ha tra i 10 e i 24 anni. La malattia priva perciò di forze lavoro sia le famiglie, sia gli Stati, le cui economie sono già povere: si calcola che la ricchezza annuale prodotta dal continente africano sarebbe 5 volte superiore se non esistesse l'AIDS. A ciò si aggiunge il fatto che la necessità di cure e assistenza medica per gli ammalati comporta spese insostenibili per famiglie spesso già gravemente provate dalla miseria. Infine, gran parte dell'assistenza agli ammalati ricade sulle spalle di donne e ragazze che, per contro, in caso di malattia ricevono il minor numero di cure; questo è dunque un ulteriore fattore discriminante, dimostrato anche dai dati statistici: nell'Africa subsahariana le ragazze hanno cinque probabilità più dei loro coetanei di infettarsi. Geoinrete In che misura l'AIDS colpisce anche i continenti al di fuori dell'Africa? A che punto è la ricerca medica nel campo della cura dell'AIDS? In che modo i Paesi africani e la comunità internazionale stanno cercando soluzioni a questo grave problema? Cerca informazioni in rete e scrivi un breve approfondimento, da solo o con un tuo compagno/a. La diffusione dell’AIDS La carta mostra la diffusione dell’AIDS nel continente africano. Come si può vedere, l’area maggiormente colpita è quella subsahariana, e in particolare l'Africa meridionale.
In primo piano Il problema dell'AIDS Che cos'è l'AIDS?     L'AIDS (Acquired Immune Deficiency Sindrome, cioè sindrome da immunodeficienza acquisita) è una malattia di origine virale, che si manifesta come una grave riduzione delle difese immunitarie. Come conseguenza, chi è affetto dall'AIDS è colpito da malattie cosiddette “opportunistiche", come la polmonite e la tubercolosi, e da tumori. Si pensa che questa sindrome abbia avuto origine nell'Africa subsahariana, intorno agli anni Trenta del Novecento, dalla mutazione di un virus animale, che colpiva probabilmente le scimmie. Il virus è stato diagnosticato nell’uomo per la prima volta nel 1981 negli Stati Uniti. Si calcola che dalla scoperta della sindrome siano avvenuti 25 milioni di decessi per AIDS, di cui circa 2,3 milioni nel solo 2005. Non esiste ancora una cura efficace per guarire dall’AIDS, ma sono stati individuati alcuni farmaci (chiamati antiretrovirali) che rallentano il decorso della malattia e migliorano la qualità della vita di chi ne è affetto. Purtroppo, questi farmaci sono costosi e difficilmente accessibili alla gran parte degli ammalati, che vive nei Paesi in via di sviluppo. Questo spiega perché il più alto numero di decessi per AIDS è registrato in Africa. L'Africa e l'AIDS L'AIDS è uno dei grandi problemi che colpiscono l’Africa. Si stima infatti che il numero di africani sieropositivi o già in fase di malattia conclamata sia di 40 milioni, pari al 70% degli adulti e all’80% dei bambini affetti da questa malattia in tutto il mondo. Questo problema è particolarmente grave nell'Africa centromeridionale, dove in 9 Paesi (Swaziland, Botswana, Lesotho, Zimbabwe, Namibia, Sudafrica, Zambia, Mozambico, Malawi) si calcola che oltre una persona su dieci sia stata contagiata dal virus. I Paesi con la più alta percentuale di sieropositivi sono lo Swaziland e il Botswana, con rispettivamente il 27,7% e il 25,2% della popolazione adulta colpita dall’infezione.  Che differenza c’è tra AIDS e HIV? Con la sigla AIDS si indica la fase di malattia vera e propria, che porta spesso alla morte nel giro di alcuni mesi. La fase iniziale, che può durare anche una decina di anni, e in cui non si manifestano ancora danni al sistema immunitario, viene detta sieropositività, e indica che chi ne è affetto ha contratto il virus HIV (“virus dell’immunodeficienza umana"). Le conseguenze sociali La grave piaga dell'AIDS ha conseguenze sociali drammatiche. In Africa ci sono infatti più di 12 milioni di “orfani dell'AIDS", bambini che a causa della malattia hanno perso i genitori e talvolta l'intera famiglia. L'AIDS inoltre colpisce soprattutto i giovani: la maggioranza delle persone infette ha tra i 10 e i 24 anni. La malattia priva perciò di forze lavoro sia le famiglie, sia gli Stati, le cui economie sono già povere: si calcola che la ricchezza annuale prodotta dal continente africano sarebbe 5 volte superiore se non esistesse l'AIDS. A ciò si aggiunge il fatto che la necessità di cure e assistenza medica per gli ammalati comporta spese insostenibili per famiglie spesso già gravemente provate dalla miseria. Infine, gran parte dell'assistenza agli ammalati ricade sulle spalle di donne e ragazze che, per contro, in caso di malattia ricevono il minor numero di cure; questo è dunque un ulteriore fattore discriminante, dimostrato anche dai dati statistici: nell'Africa subsahariana le ragazze hanno cinque probabilità più dei loro coetanei di infettarsi. Geoinrete In che misura l'AIDS colpisce anche i continenti al di fuori dell'Africa? A che punto è la ricerca medica nel campo della cura dell'AIDS? In che modo i Paesi africani e la comunità internazionale stanno cercando soluzioni a questo grave problema? Cerca informazioni in rete e scrivi un breve approfondimento, da solo o con un tuo compagno/a. La diffusione dell’AIDS La carta mostra la diffusione dell’AIDS nel continente africano. Come si può vedere, l’area maggiormente colpita è quella subsahariana, e in particolare l'Africa meridionale.