I diritti (negati) di chi lavora

I diritti (negati) di chi lavora UNITÀ 3 - L'economia globale Il progresso si fonda sul lavoro La storia dell’umanità è una storia di lavoro: è grazie ad esso, infatti, che l’umanità è stata capace di soddisfare i propri bisogni e di progredire, adattando l’ambiente alle proprie esigenze. (1) Con l’evolversi delle tecniche, l’uomo è passato dall’economia semplice della preistoria, basata sulla caccia e la raccolta, a quella complessa del villaggio globale, fondata sugli scambi internazionali. Oggi, il lavoro consente ad alcuni di vivere dignitosamente, ad altri di accumulare ricchezza. Non sempre, tuttavia, chi è disposto a lavorare trova un’occupazione e non sempre la qualità e le condizioni del lavoro sono rispettose della dignità delle persone. Nei Paesi più evoluti le leggi dello Stato tutelano i lavoratori, che hanno diritto a una giusta retribuzione (in ragione del lavoro svolto e secondo i contratti); a una giornata lavorativa di durata limitata (in genere, otto ore o meno); al riposo settimanale e alle ferie; alla previdenza sociale, che comprende il pagamento di una pensione (Carta A). (2) Spesso coloro che non trovano un’occupazione regolare accettano di lavorare senza un contratto: sono i cosiddetti lavoratori “in nero”, cioè sconosciuti alla pubblica amministrazione. Un lavoratore “in nero” può essere licenziato in qualsiasi momento; non viene pagato se si ammala; non ha diritto a risarcimenti se si infortuna sul lavoro; non avrà una pensione quando sarà troppo anziano per lavorare... (3) Nei Paesi più sviluppati è possibile denunciare i datori di lavoro che sfruttano il lavoro nero, ma nei Paesi poveri chi viene sfruttato non ha alcuna possibilità di ribellarsi, perché non esistono leggi che lo difendono. (4) Fissa i concetti Grazie al lavoro l'umanità è stata capace di soddisfare i propri bisogni e di progredire, adattando l'ambiente alle proprie esigenze. Nei Paesi più evoluti le leggi dello Stato tutelano i lavoratori, che hanno diritto a una giusta retribuzione, a una giornata lavorativa di durata limitata, al riposo settimanale e alle ferie, alla previdenza sociale. Spesso coloro che non trovano un'occupazione regolare accettano di lavorare senza un contratto: sono i cosiddetti lavoratori “in nero” che non godono dei diritti dei lavoratori assunti regolarmente. Se nei Paesi più sviluppati è possibile denunciare i datori di lavoro che sfruttano il lavoro nero, nei Paesi poveri chi viene sfruttato non ha alcuna possibilità di ribellarsi, perché non esistono leggi che lo difendono. Operaie addette all’assemblaggio di componenti elettronici in una fabbrica dello Jiangxi, provincia meridionale cinese. Che cos’è il lavoro minorile? Il lavoro minorile è quello che vede coinvolti i bambini. È solitamente proibito dalle leggi degli Stati e per questo svolto in modo clandestino. Non vi sono, dunque, rilevazioni ufficiali e i numeri di cui disponiamo sono solo stime: secondo l’UNICEF, nel mondo lavorano circa 150 milioni di bambini al di sotto dei 14 anni.I motivi per cui il lavoro minorile è “conveniente" sono evidenti: costa poco (a volte niente); è sfruttabile al massimo in termini di tempo; la struttura fisica rende i minori adatti a svolgere mansioni che risulterebbero difficili per un adulto: le mani piccole sono particolarmente adatte a lavori di precisione nel campo tessile e le ridotte dimensioni corporee si prestano al lavoro in miniera.Lo sfruttamento dei bambini è una piaga dei Paesi poveri, ma è presente anche nei Paesi sviluppati: in Italia, ad esempio, si calcola che i bambini lavoratori siano più di 200 000. Le parole della geografia Previdenza sociale / Social insurance / Seguridad social / Sigurime shoqërore / Asigurări sociale / 社會救助 / الضمان الاجتماعي Il sistema di assicurazioni che garantisce al lavoratore assistenza e mezzi economici nel caso in cui non sia più in grado (temporaneamente o definitivamente) di svolgere il proprio lavoro a causa di invalidità, vecchiaia o malattia. La legge obbliga i datori di lavoro a versare una contribuzione per garantire il funzionamento di questo sistema. A. Quanto spendono gli Stati per le pensioni? La cartina ci mostra quanto i governi degli Stati spendono per le pensioni in percentuale sul PIL (Prodotto Interno Lordo). La spesa per le pensioni fa parte dei programmi pubblici, attraverso i quali lo Stato persegue l’obbiettivo di migliorare il benessere dei cittadini. In particolare, uno Stato dimostra maggiore sensibilità di fronte ad alcune categorie di cittadini a rischio (i meno abbienti, gli infermi, i disabili, i disoccupati, gli anziani) tanto più è in grado di destinare una parte delle sue risorse per consentire loro una vita dignitosa. Lavoriamo insieme Osserva la carta sulla spesa previdenziale nel mondo e leggi bene la didascalia. Rispondi alle seguenti domande. Quanto si spende per le pensioni in Italia? Più o meno del 10% del PIL? Quanto si spende in Cina e in India? Più o meno del 2,5% del PIL? Quanto si spende negli Stati Uniti? Più o meno del 5% del PIL?
I diritti (negati) di chi lavora UNITÀ 3 - L'economia globale Il progresso si fonda sul lavoro La storia dell’umanità è una storia di lavoro: è grazie ad esso, infatti, che l’umanità è stata capace di soddisfare i propri bisogni e di progredire, adattando l’ambiente alle proprie esigenze. (1) Con l’evolversi delle tecniche, l’uomo è passato dall’economia semplice della preistoria, basata sulla caccia e la raccolta, a quella complessa del villaggio globale, fondata sugli scambi internazionali. Oggi, il lavoro consente ad alcuni di vivere dignitosamente, ad altri di accumulare ricchezza. Non sempre, tuttavia, chi è disposto a lavorare trova un’occupazione e non sempre la qualità e le condizioni del lavoro sono rispettose della dignità delle persone. Nei Paesi più evoluti le leggi dello Stato tutelano i lavoratori, che hanno diritto a una giusta retribuzione (in ragione del lavoro svolto e secondo i contratti); a una giornata lavorativa di durata limitata (in genere, otto ore o meno); al riposo settimanale e alle ferie; alla previdenza sociale, che comprende il pagamento di una pensione (Carta A). (2) Spesso coloro che non trovano un’occupazione regolare accettano di lavorare senza un contratto: sono i cosiddetti lavoratori “in nero”, cioè sconosciuti alla pubblica amministrazione. Un lavoratore “in nero” può essere licenziato in qualsiasi momento; non viene pagato se si ammala; non ha diritto a risarcimenti se si infortuna sul lavoro; non avrà una pensione quando sarà troppo anziano per lavorare... (3) Nei Paesi più sviluppati è possibile denunciare i datori di lavoro che sfruttano il lavoro nero, ma nei Paesi poveri chi viene sfruttato non ha alcuna possibilità di ribellarsi, perché non esistono leggi che lo difendono. (4) Fissa i concetti Grazie al lavoro l'umanità è stata capace di soddisfare i propri bisogni e di progredire, adattando l'ambiente alle proprie esigenze. Nei Paesi più evoluti le leggi dello Stato tutelano i lavoratori, che hanno diritto a una giusta retribuzione, a una giornata lavorativa di durata limitata, al riposo settimanale e alle ferie, alla previdenza sociale. Spesso coloro che non trovano un'occupazione regolare accettano di lavorare senza un contratto: sono i cosiddetti lavoratori “in nero” che non godono dei diritti dei lavoratori assunti regolarmente. Se nei Paesi più sviluppati è possibile denunciare i datori di lavoro che sfruttano il lavoro nero, nei Paesi poveri chi viene sfruttato non ha alcuna possibilità di ribellarsi, perché non esistono leggi che lo difendono. Operaie addette all’assemblaggio di componenti elettronici in una fabbrica dello Jiangxi, provincia meridionale cinese. Che cos’è il lavoro minorile? Il lavoro minorile è quello che vede coinvolti i bambini. È solitamente proibito dalle leggi degli Stati e per questo svolto in modo clandestino. Non vi sono, dunque, rilevazioni ufficiali e i numeri di cui disponiamo sono solo stime: secondo l’UNICEF, nel mondo lavorano circa 150 milioni di bambini al di sotto dei 14 anni.I motivi per cui il lavoro minorile è “conveniente" sono evidenti: costa poco (a volte niente); è sfruttabile al massimo in termini di tempo; la struttura fisica rende i minori adatti a svolgere mansioni che risulterebbero difficili per un adulto: le mani piccole sono particolarmente adatte a lavori di precisione nel campo tessile e le ridotte dimensioni corporee si prestano al lavoro in miniera.Lo sfruttamento dei bambini è una piaga dei Paesi poveri, ma è presente anche nei Paesi sviluppati: in Italia, ad esempio, si calcola che i bambini lavoratori siano più di 200 000. Le parole della geografia Previdenza sociale / Social insurance / Seguridad social / Sigurime shoqërore / Asigurări sociale / 社會救助 / الضمان الاجتماعي  Il sistema di assicurazioni che garantisce al lavoratore assistenza e mezzi economici nel caso in cui non sia più in grado (temporaneamente o definitivamente) di svolgere il proprio lavoro a causa di invalidità, vecchiaia o malattia. La legge obbliga i datori di lavoro a versare una contribuzione per garantire il funzionamento di questo sistema. A. Quanto spendono gli Stati per le pensioni? La cartina ci mostra quanto i governi degli Stati spendono per le pensioni in percentuale sul PIL (Prodotto Interno Lordo). La spesa per le pensioni fa parte dei programmi pubblici, attraverso i quali lo Stato persegue l’obbiettivo di migliorare il benessere dei cittadini. In particolare, uno Stato dimostra maggiore sensibilità di fronte ad alcune categorie di cittadini a rischio (i meno abbienti, gli infermi, i disabili, i disoccupati, gli anziani) tanto più è in grado di destinare una parte delle sue risorse per consentire loro una vita dignitosa. Lavoriamo insieme Osserva la carta sulla spesa previdenziale nel mondo e leggi bene la didascalia. Rispondi alle seguenti domande. Quanto si spende per le pensioni in Italia? Più o meno del 10% del PIL? Quanto si spende in Cina e in India? Più o meno del 2,5% del PIL? Quanto si spende negli Stati Uniti? Più o meno del 5% del PIL?