NADIR VOLUME 2

Regione scandinava e baltica - Lettonia 6 Storia, popolazione e città Riga, fondata nel Duecento sulle rive della Dvina Occidentale, a pochi chilometri dalla foce, per sfruttare le opportunità per il commercio marittimo offerte dal profondo golfo sul Mar Baltico, ha un centro storico dal gusto tipicamente europeo, e in particolar modo tedesco. La città fu infatti parte della Lega Anseatica (vedi p. 108). La sua statua della libertà, alta 43 metri, è diventata un simbolo negli anni della repressione sovietica. I due principali luoghi di culto, la cattedrale luterana e la chiesa cattolica di San Pietro, sorgono l uno accanto all altro, sulle sponde della Dvina. Per la ricchezza e l eleganza dei suoi monumenti, Riga viene definita la Parigi del nord . Le parole della geografia Russificazione / Russification / Rusificaci n / Rusifikim / Rusificare / / Diffusione della lingua e della cultura russa. In Lettonia la russificazione fu imposta con l obiettivo di rendere questo Paese sempre più parte integrante della Russia. Un monumento sovietico a Riga. A lungo contesa fra le nazioni vicine, nel Settecento la Lettonia fu annessa all Impero russo, che vi avviò un processo di russificazione. Repubblica indipendente dal 1918, dopo la Seconda guerra mondiale fu nuovamente assoggettata all Unione Sovietica. Riconquistò l indipendenza nel 1991 e nel 2004 entrò a far parte dell UE. La popolazione è costituita per il 61,6% da lettoni e per il 31,5% da russi, bielorussi e ucraini. La minoranza di lingua russa è più numerosa di quanto non sia nelle altre due repubbliche baltiche, Estonia e Lituania, a causa della forte immigrazione dall Unione Sovietica, che si verificò nel secondo dopoguerra. In Lettonia vivono anche polacchi, lituani, romeni. Le religioni più diffuse sono quella ortodossa (29%), cattolica (19%) e protestante (14%). L unica lingua ufficiale è il lettone: nel 2012 un referendum ha bocciato la proposta di considerare ufficiale anche il russo. La capitale, Riga, accoglie quasi un terzo della popolazione. il centro industriale più importante del Paese e ha un attivo porto peschereccio e commerciale. Economia Nonostante la povertà di risorse del sottosuolo, la Lettonia ha conosciuto un notevole sviluppo industriale fin dal secondo dopoguerra, perché l Unione Sovietica riforniva la regione di materie prime. Dopo l indipendenza (1991), il settore industriale è entrato in crisi. Oggi l economia è tornata a crescere, anche se la disoccupazione è ancora elevata (9,6%). Le principali coltivazioni sono cereali, patate, lino e barbabietole da zucchero. Discreta è la produzione di foraggi, utilizzati per l allevamento di suini, bovini e animali da cortile. Le foreste, che coprono quasi metà del territorio, forniscono abbondante legname; anche la pesca è una voce importante. Le industrie si concentrano intorno al porto di Riga e a quello di Liepa ja, e ai confini con Bielorussia e Lituania. Le attività principali sono quella metalmeccanica, cantieristica, tessile, chimica e petrolchimica; di recente sviluppo il comparto dell alta tecnologia (elettronica, farmaceutica e telecomunicazioni). Tipico è l artigianato della ceramica, del legno, del cuoio e dell ambra. Nel terziario, commercio e turismo sono in crescita. 201 v2_unità6_SCANDINAVA-BALTICA_158_213.indd 201 22/03/18 10:12
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