NADIR VOLUME 2

Economia e società Un'economia in crisi Il conflitto armato interno che dal 2014 ha investito l’Ucraina (vedi p. 327) ha avuto forti ripercussioni sull’economia del Paese, che ha attraversato una fase di crisi. Attualmente si assiste a una debole ripresa, che per potersi consolidare necessita però di una maggiore stabilità politica. Agricoltura e allevamento Oltre il 57% del territorio è utilizzato nell’agricoltura, che impiega il 18% della forza lavoro, una delle percentuali più alte d’Europa. La produzione di cereali ha un’antica tradizione, tanto che l’Ucraina veniva definita “il granaio d’Europa”. Particolarmente fertili sono i terreni detti in ucraino podzol, cioè “terre nere”, che si trovano nella regione occidentale. Dopo l’indipendenza del Paese, è stato avviato un programma di privatizzazione della terra, in parte ancora gestita da grandi aziende collettive, i kolchoz. Tra i principali prodotti agricoli, oltre ai cereali, vi sono barbabietole da zucchero, patate, girasoli, tabacco; nelle regioni meridionali, dove il clima è più caldo, vengono coltivati cotone, frutta, vite. Le foreste forniscono buone quantità di legname, che alimentano le esportazioni. Diffuso è l’allevamento, soprattutto di bovini, suini e ovini. Il sottosuolo è ricchissimo di carbone, di cui l’Ucraina è uno dei maggiori produttori al mondo. Sono presenti inoltre giacimenti di ferro, gas, uranio, petrolio e manganese. L’Ucraina produce energia elettrica dal carbone, nelle centrali che si trovano lungo il corso dei fiumi e sui laghi e soprattutto nelle centrali nucleari, che forniscono quasi metà dell’energia totale prodotta. Nonostante ciò, deve importare petrolio e gas naturale dalla Russia. L’industria principale è quella siderurgica e meccanica. Anche i settori chimico, del cemento, alimentare, tessile ed elettrotecnico sono rilevanti. Il terziario e le comunicazioni Nel terziario, voce importante sono gli oleodotti e i gasdotti che attraversano il Paese, e che portano petrolio e gas naturale dalla Russia all’Europa. Il turismo ha visto una diminuzione di ingressi per via delle tensioni politiche. Le reti stradali e ferroviarie sono abbastanza estese. I fiumi e i canali formano una rete navigabile di circa 1500 chilometri, mentre il traffico marittimo si concentra nei porti di Odessa, Yalta, Mariupol’ e Sebastopoli. Che cosa successe a Černobyl? Černobyl, una cittadina che si trova nelle vicinanze di Kiev, fu teatro nel 1986 di un gravissimo incidente: a causa dell’esplosione di un reattore, fuoriuscirono dalla sua centrale nucleare sostanze radioattive pericolosissime. Molte persone morirono in conseguenza dello scoppio e delle radiazioni, e l'area è tuttora gravemente inquinata.A causa delle correnti atmosferiche che hanno sospinto la nube radioattiva, l'incidente ha provocato effetti negativi sulle persone e sull'ambiente in gran parte dell'Europa.La centrale nucleare è stata chiusa definitivamente il 15 dicembre 2000. Memoriale alle vittime di Černobyl, nei pressi del reattore.
Economia e società Un'economia in crisi Il conflitto armato interno che dal 2014 ha investito l’Ucraina (vedi p. 327) ha avuto forti ripercussioni sull’economia del Paese, che ha attraversato una fase di crisi. Attualmente si assiste a una debole ripresa, che per potersi consolidare necessita però di una maggiore stabilità politica.  Agricoltura e allevamento Oltre il 57% del territorio è utilizzato nell’agricoltura, che impiega il 18% della forza lavoro, una delle percentuali più alte d’Europa. La produzione di cereali ha un’antica tradizione, tanto che l’Ucraina veniva definita “il granaio d’Europa”. Particolarmente fertili sono i terreni detti in ucraino podzol, cioè “terre nere”, che si trovano nella regione occidentale. Dopo l’indipendenza del Paese, è stato avviato un programma di privatizzazione della terra, in parte ancora gestita da grandi aziende collettive, i kolchoz. Tra i principali prodotti agricoli, oltre ai cereali, vi sono barbabietole da zucchero, patate, girasoli, tabacco; nelle regioni meridionali, dove il clima è più caldo, vengono coltivati cotone, frutta, vite. Le foreste forniscono buone quantità di legname, che alimentano le esportazioni. Diffuso è l’allevamento, soprattutto di bovini, suini e ovini. Il sottosuolo è ricchissimo di carbone, di cui l’Ucraina è uno dei maggiori produttori al mondo. Sono presenti inoltre giacimenti di ferro, gas, uranio, petrolio e manganese. L’Ucraina produce energia elettrica dal carbone, nelle centrali che si trovano lungo il corso dei fiumi e sui laghi e soprattutto nelle centrali nucleari, che forniscono quasi metà dell’energia totale prodotta. Nonostante ciò, deve importare petrolio e gas naturale dalla Russia. L’industria principale è quella siderurgica e meccanica. Anche i settori chimico, del cemento, alimentare, tessile ed elettrotecnico sono rilevanti. Il terziario e le comunicazioni Nel terziario, voce importante sono gli oleodotti e i gasdotti che attraversano il Paese, e che portano petrolio e gas naturale dalla Russia all’Europa. Il turismo ha visto una diminuzione di ingressi per via delle tensioni politiche. Le reti stradali e ferroviarie sono abbastanza estese. I fiumi e i canali formano una rete navigabile di circa 1500 chilometri, mentre il traffico marittimo si concentra nei porti di Odessa, Yalta, Mariupol’ e Sebastopoli. Che cosa successe a Černobyl? Černobyl, una cittadina che si trova nelle vicinanze di Kiev, fu teatro nel 1986 di un gravissimo incidente: a causa dell’esplosione di un reattore, fuoriuscirono dalla sua centrale nucleare sostanze radioattive pericolosissime. Molte persone morirono in conseguenza dello scoppio e delle radiazioni, e l'area è tuttora gravemente inquinata.A causa delle correnti atmosferiche che hanno sospinto la nube radioattiva, l'incidente ha provocato effetti negativi sulle persone e sull'ambiente in gran parte dell'Europa.La centrale nucleare è stata chiusa definitivamente il 15 dicembre 2000. Memoriale alle vittime di Černobyl, nei pressi del reattore.