NADIR VOLUME 2

Percorso per la costruzione delle competenze UNITÀ 8 Prova anche tu Guarda il video che trovi all'indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=9CkQ_89rCOA in cui l'attore Moni Ovadia legge un brano del libro di Dzevad Karahasan II centro del mondo. Prova a immaginare la pagina di diario in cui uno dei soccorritori della Croce Rossa descrive dal suo punto di vista l'episodio dell'assedio di Sarajevo letto da Moni Ovadia, esprimendo i propri sentimenti e le proprie riflessioni. Sarajevo oggi Leggi i seguenti articoli e guarda il video http://sarajevolution.com/the-film/ Sarajevo 20 anni dopo la guerra di Bosnia 09 luglio 2015 Sono passati 20 anni, 20 anni esatti dalla fine della guerra in quella che oggi è indicata come la ex Jugoslavia. Al suo posto, al posto di quella che fu la terra del maresciallo Tito, sulle carte geografiche di oggi ci sono nuovi nomi e nuove repubbliche, dalla Croazia alla Serbia passando per il Montenegro e la Slovenia. E una menzione particolare merita la Bosnia-Erzegovina, uno dei “nuovi” Stati nati dalla disintegrazione della Jugoslavia e probabilmente quello che più di tutti ha pagato, in termini di vite umane e distruzioni materiali, il peso della separazione. Sarajevo, città ricca d’arte e di storia, oggi capitale della giovane repubblica, porta infatti ancora oggi, a 20 estati di distanza, i segni di quel conflitto. I suoi palazzi, quasi tutti, dai palazzoni stile sovietico alle costruzioni di epoca austriaca, mostrano ancora le cicatrici dell’assedio, lunghissimo, di cui questa città fu ostaggio. Buchi di proiettile, strisce lasciate dalle schegge delle granate punteggiano ancora le facciate degli edifici e, dove sono state coperte, le toppe lasciano immaginare quel che qui è accaduto. Quegli stessi palazzi che hanno riempito le televisioni di chi la guerra nell’ex Jugoslavia ricorda dalle cronache dell’epoca, sembrano quasi voler ricordare quel che qui è accaduto, e ancor più lo sottolineano a confronto con quello che sorge loro intorno. Nei 4 lustri trascorsi dal cessate il fuoco Sarajevo è stata infatti ricostruita e, a pochi passi dagli edifici ancora sfregiati, sorgono oggi modernissimi e altrettanto luminosi centri commerciali. Rid. da www.rainews.it Sarajevo non è la città di un tempo. Non ci sono più decine di migliaia dei suoi abitanti, alcuni l’hanno tradita, altri l’hanno lasciata. Ma non si può colpevolizzarla per questo. Lentamente ritorna alla vita, come dopo un terremoto 08/04/2015 - Azra Nuhefendić […] La popolazione di Sarajevo è molto cambiata negli ultimi venti anni, in particolare durante la guerra. Ma non solo perché è diminuito il numero dei non-musulmani. Almeno un terzo degli abitanti che vivevano lì prima della guerra, oggi non ci sono più. Si è ridotto il numero dei serbi, dei croati, degli ebrei, dei rom… Ma anche decine di migliaia di musulmani sarajevesi sono altrove. Delle cinque case dei miei parenti più stretti, oggi a Sarajevo ne è rimasta una. Prima della guerra, i serbi costituivano un terzo della popolazione cittadina (157.143, oppure il 29,81%). Oggi, secondo le stime, ne sono rimasti circa quarantamila. In www.balcanicaucaso.org Quali conseguenze ha avuto la guerra dei Balcani su Sarajevo? Quale impressione ricavi sulla Sarajevo di oggi da questi documenti e dall'intervista a Dzevad Karahasan che ti abbiamo proposto a p. 300?
Percorso per la costruzione delle competenze UNITÀ 8 Prova anche tu Guarda il video che trovi all'indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=9CkQ_89rCOA in cui l'attore Moni Ovadia legge un brano del libro di Dzevad Karahasan II centro del mondo. Prova a immaginare la pagina di diario in cui uno dei soccorritori della Croce Rossa descrive dal suo punto di vista l'episodio dell'assedio di Sarajevo letto da Moni Ovadia, esprimendo i propri sentimenti e le proprie riflessioni.   Sarajevo oggi Leggi i seguenti articoli e guarda il video http://sarajevolution.com/the-film/ Sarajevo 20 anni dopo la guerra di Bosnia  09 luglio 2015 Sono passati 20 anni, 20 anni esatti dalla fine della guerra in quella che oggi è indicata come la ex Jugoslavia. Al suo posto, al posto di quella che fu la terra del maresciallo Tito, sulle carte geografiche di oggi ci sono nuovi nomi e nuove repubbliche, dalla Croazia alla Serbia passando per il Montenegro e la Slovenia. E una menzione particolare merita la Bosnia-Erzegovina, uno dei “nuovi” Stati nati dalla disintegrazione della Jugoslavia e probabilmente quello che più di tutti ha pagato, in termini di vite umane e distruzioni materiali, il peso della separazione. Sarajevo, città ricca d’arte e di storia, oggi capitale della giovane repubblica, porta infatti ancora oggi, a 20 estati di distanza, i segni di quel conflitto. I suoi palazzi, quasi tutti, dai palazzoni stile sovietico alle costruzioni di epoca austriaca, mostrano ancora le cicatrici dell’assedio, lunghissimo, di cui questa città fu ostaggio. Buchi di proiettile, strisce lasciate dalle schegge delle granate punteggiano ancora le facciate degli edifici e, dove sono state coperte, le toppe lasciano immaginare quel che qui è accaduto. Quegli stessi palazzi che hanno riempito le televisioni di chi la guerra nell’ex Jugoslavia ricorda dalle cronache dell’epoca, sembrano quasi voler ricordare quel che qui è accaduto, e ancor più lo sottolineano a confronto con quello che sorge loro intorno. Nei 4 lustri trascorsi dal cessate il fuoco Sarajevo è stata infatti ricostruita e, a pochi passi dagli edifici ancora sfregiati, sorgono oggi modernissimi e altrettanto luminosi centri commerciali.  Rid. da www.rainews.it Sarajevo non è la città di un tempo. Non ci sono più decine di migliaia dei suoi abitanti, alcuni l’hanno tradita, altri l’hanno lasciata. Ma non si può colpevolizzarla per questo. Lentamente ritorna alla vita, come dopo un terremoto 08/04/2015 - Azra Nuhefendić  […] La popolazione di Sarajevo è molto cambiata negli ultimi venti anni, in particolare durante la guerra. Ma non solo perché è diminuito il numero dei non-musulmani. Almeno un terzo degli abitanti che vivevano lì prima della guerra, oggi non ci sono più. Si è ridotto il numero dei serbi, dei croati, degli ebrei, dei rom… Ma anche decine di migliaia di musulmani sarajevesi sono altrove. Delle cinque case dei miei parenti più stretti, oggi a Sarajevo ne è rimasta una. Prima della guerra, i serbi costituivano un terzo della popolazione cittadina (157.143, oppure il 29,81%). Oggi, secondo le stime, ne sono rimasti circa quarantamila.  In www.balcanicaucaso.org Quali conseguenze ha avuto la guerra dei Balcani su Sarajevo? Quale impressione ricavi sulla Sarajevo di oggi da questi documenti e dall'intervista a Dzevad Karahasan che ti abbiamo proposto a p. 300?