NADIR VOLUME 2

Economia e società Le risorse del settore primario L’agricoltura è praticata su un terzo del territorio bulgaro, anche grazie ai bacini e canali d’irrigazione, che hanno reso fertili aree prima improduttive. Le coltivazioni principali sono quelle di cereali, girasoli, tabacco, lino, barbabietole da zucchero, ortaggi, cotone e vite, da cui si ricavano vini rinomati. Coltivazioni tipiche sono quelle di fragole e rose. Dalle foreste si ricavano grandi quantità di legname. L’abbondanza di pascoli favorisce l’allevamento di ovini e bovini. Si allevano anche suini e pollame. Risorse minerarie e industria Le risorse del sottosuolo sono modeste: oltre al carbone, al petrolio e al gas naturale, si estraggono ferro, rame e piombo. Un terzo dell’energia elettrica prodotta è di origine nucleare, ma parte degli impianti è stata disattivata per ragioni di sicurezza. Nell'industria, ai settori siderurgico, metallurgico e chimico e a quelli tessile, alimentare e della lavorazione del tabacco si sono affiancati i comparti farmaceutico e informatico. Il terziario e le comunicazioni Il turismo è in espansione, soprattutto sulle rive del Mar Nero, nei monasteri e nelle città d’arte. La rete stradale è discreta, mentre i tratti autostradali sono ancora limitati. Il traffico fluviale si svolge unicamente lungo il Danubio. La Bulgaria dispone di alcuni porti marittimi di rilievo, tra cui Varna e Burgas, e dell’aeroporto internazionale di Sofia. Una pompa petrolifera a Shabla, sul Mar Nero. Come si è trasformata l'economia bulgara nel Novecento? La Bulgaria è un Paese di forti tradizioni agricole, favorite dalla presenza di vallate fertili e dall'abbondanza di acqua. Nella seconda metà del Novecento, durante il regime comunista sono nate grandi cooperative con l'aiuto economico dell'URSS, che mirava a un ulteriore sviluppo agricolo della nazione, destinata a fornire prodotti alimentari ai Paesi socialisti. Negli anni Settanta ha incominciato a svilupparsi l'industria.Con il crollo dei regimi comunisti, è mancato il sistema di protezione, che permetteva alla Bulgaria di esportare i propri prodotti e acquistare materie prime dai Paesi alleati. Il Paese ha attraversato una grave crisi economica; i primi segnali di ripresa si sono avuti alla fine del secolo scorso, e soprattutto dopo l'ingresso del Paese nell'Unione Europea (2007).
Economia e società Le risorse del settore primario L’agricoltura è praticata su un terzo del territorio bulgaro, anche grazie ai bacini e canali d’irrigazione, che hanno reso fertili aree prima improduttive. Le coltivazioni principali sono quelle di cereali, girasoli, tabacco, lino, barbabietole da zucchero, ortaggi, cotone e vite, da cui si ricavano vini rinomati. Coltivazioni tipiche sono quelle di fragole e rose. Dalle foreste si ricavano grandi quantità di legname.  L’abbondanza di pascoli favorisce l’allevamento di ovini e bovini. Si allevano anche suini e pollame. Risorse minerarie e industria Le risorse del sottosuolo sono modeste: oltre al carbone, al petrolio e al gas naturale, si estraggono ferro, rame e piombo. Un terzo dell’energia elettrica prodotta è di origine nucleare, ma parte degli impianti è stata disattivata per ragioni di sicurezza. Nell'industria, ai settori siderurgico, metallurgico e chimico e a quelli tessile, alimentare e della lavorazione del tabacco si sono affiancati i comparti farmaceutico e informatico. Il terziario e le comunicazioni Il turismo è in espansione, soprattutto sulle rive del Mar Nero, nei monasteri e nelle città d’arte. La rete stradale è discreta, mentre i tratti autostradali sono ancora limitati. Il traffico fluviale si svolge unicamente lungo il Danubio. La Bulgaria dispone di alcuni porti marittimi di rilievo, tra cui Varna e Burgas, e dell’aeroporto internazionale di Sofia. Una pompa petrolifera a Shabla, sul Mar Nero. Come si è trasformata l'economia bulgara nel Novecento? La Bulgaria è un Paese di forti tradizioni agricole, favorite dalla presenza di vallate fertili e dall'abbondanza di acqua. Nella seconda metà del Novecento, durante il regime comunista sono nate grandi cooperative con l'aiuto economico dell'URSS, che mirava a un ulteriore sviluppo agricolo della nazione, destinata a fornire prodotti alimentari ai Paesi socialisti. Negli anni Settanta ha incominciato a svilupparsi l'industria.Con il crollo dei regimi comunisti, è mancato il sistema di protezione, che permetteva alla Bulgaria di esportare i propri prodotti e acquistare materie prime dai Paesi alleati. Il Paese ha attraversato una grave crisi economica; i primi segnali di ripresa si sono avuti alla fine del secolo scorso, e soprattutto dopo l'ingresso del Paese nell'Unione Europea (2007).