NADIR VOLUME 2

Montenegro UNITÀ 8 Il Montenegro in breve Superficie: 13 812 km2 Popolazione: 622 159 ab. (stima 2015) Densità: 45 ab./km2 Capitale: Podgorica (150 977 ab.) Lingua: montenegrino (ufficiale), albanese, bosniaco, croato, serbo Religione: ortodossa (72,1%), musulmana (19,1%), cattolica (3,4%) Moneta: euro Forma di governo: repubblica Disoccupati: 17,7% PIL/ab.: 6629 dollari Speranza di vita: M 75; F 79 ISU: 48° Esploriamo il territorio Il Montenegro è un piccolo Stato: la sua superficie corrisponde all’incirca a quella del Trentino-Alto Adige. Si affaccia per 293 chilometri sul Mare Adriatico. La costa, che si apre a nord con la profonda insenatura delle Bocche di Cattaro, è in genere alta, rocciosa e frastagliata. Il territorio è quasi interamente montuoso: a nord-est si estende la catena delle Alpi Dinariche; a sud-est si trova la catena delle Alpi Albanesi. L’unica zona pianeggiante è quella che circonda il lago di Scutari, il più grande del Paese, formato dal fiume Moraca e condiviso con l’Albania. I fiumi principali sono la Moraca e la Drina. Il clima è di tipo mediterraneo sulla costa, continentale nell’interno. Storia, popolazione e città Per diversi secoli sotto il dominio ottomano, nel 1910 il Paese assunse il titolo di Regno del Montenegro. Dopo la Prima guerra mondiale venne annesso alla Serbia, entrando a far parte del Regno di Iugoslavia. Dal 1945 fece parte della Repubblica Socialista Federale di Iugoslavia, ottenendo una certa autonomia. Nel 1992, durante la guerra dei Balcani, la popolazione montenegrina decise con un referendum di continuare a far parte, con la Serbia, della Federazione Iugoslava. Nel 2006, con un nuovo referendum, il Paese ha votato la propria indipendenza. Il Paese ha poco più di 600 mila abitanti. I montenegrini costituiscono il 45,3% del totale, i serbi il 29%; entrambi sono di religione ortodossa. Tra le minoranze musulmane, che formano circa il 19% del totale, vi sono bosniaci e albanesi. Sono inoltre presenti una minoranza croata cattolica e comunità di rom e sinti. La lingua ufficiale è il montenegrino, ma sono parlati anche l’albanese, il bosniaco, il croato e il serbo. La capitale, Podgorica, raccoglie circa un quarto della popolazione. Sorge a poca distanza dal confine albanese ed è un centro industriale e mercato agricolo. Antiche rovine ad Antivari Vecchia, nel sud del Montenegro. Il Millennium Bridge sul fiume Moraca, a Podgorica. Economia L’economia del Montenegro è povera. L’agricoltura resta di tipo tradizionale; inoltre la natura del terreno, in gran parte montuoso, e la sopravvivenza di piccole proprietà ostacolano lo sviluppo agricolo. I prodotti principali sono cereali, patate, tabacco. Lungo la costa si coltivano agrumi, viti e olivi. Una buona risorsa è rappresentata dal legname. Tra i prodotti del sottosuolo, importante è la bauxite, estratta nelle regioni di Pogdorica e di Niksic. Discreta è la produzione di energia idroelettrica. I settori industriali più sviluppati sono quelli siderurgici, metallurgici, tessili, alimentari e della lavorazione del legno e del tabacco. Nel terziario, il turismo è in ripresa, soprattutto lungo la costa e sulle rive del lago di Scutari; conta attualmente circa un milione e 300 mila ingressi l’anno. La campagna montenegrina in autunno. Panorama delle Bocche di Cattaro.
Montenegro UNITÀ 8 Il Montenegro in breve Superficie: 13 812 km2  Popolazione: 622 159 ab. (stima 2015)  Densità: 45 ab./km2  Capitale: Podgorica (150 977 ab.) Lingua: montenegrino (ufficiale), albanese, bosniaco, croato, serbo  Religione: ortodossa (72,1%), musulmana (19,1%), cattolica (3,4%)  Moneta: euro Forma di governo: repubblica  Disoccupati: 17,7% PIL/ab.: 6629 dollari  Speranza di vita: M 75; F 79  ISU: 48° Esploriamo il territorio Il Montenegro è un piccolo Stato: la sua superficie corrisponde all’incirca a quella del Trentino-Alto Adige.  Si affaccia per 293 chilometri sul Mare Adriatico. La costa, che si apre a nord con la profonda insenatura delle Bocche di Cattaro, è in genere alta, rocciosa e frastagliata. Il territorio è quasi interamente montuoso: a nord-est si estende la catena delle Alpi Dinariche; a sud-est si trova la catena delle Alpi Albanesi. L’unica zona pianeggiante è quella che circonda il lago di Scutari, il più grande del Paese, formato dal fiume Moraca e condiviso con l’Albania. I fiumi principali sono la Moraca e la Drina. Il clima è di tipo mediterraneo sulla costa, continentale nell’interno. Storia, popolazione e città Per diversi secoli sotto il dominio ottomano, nel 1910 il Paese assunse il titolo di Regno del Montenegro. Dopo la Prima guerra mondiale venne annesso alla Serbia, entrando a far parte del Regno di Iugoslavia. Dal 1945 fece parte della Repubblica Socialista Federale di Iugoslavia, ottenendo una certa autonomia. Nel 1992, durante la guerra dei Balcani, la popolazione montenegrina decise con un referendum di continuare a far parte, con la Serbia, della Federazione Iugoslava. Nel 2006, con un nuovo referendum, il Paese ha votato la propria indipendenza. Il Paese ha poco più di 600 mila abitanti. I montenegrini costituiscono il 45,3% del totale, i serbi il 29%; entrambi sono di religione ortodossa. Tra le minoranze musulmane, che formano circa il 19% del totale, vi sono bosniaci e albanesi. Sono inoltre presenti una minoranza croata cattolica e comunità di rom e sinti. La lingua ufficiale è il montenegrino, ma sono parlati anche l’albanese, il bosniaco, il croato e il serbo. La capitale, Podgorica, raccoglie circa un quarto della popolazione. Sorge a poca distanza dal confine albanese ed è un centro industriale e mercato agricolo. Antiche rovine ad Antivari Vecchia, nel sud del Montenegro. Il Millennium Bridge sul fiume Moraca, a Podgorica. Economia L’economia del Montenegro è povera. L’agricoltura resta di tipo tradizionale; inoltre la natura del terreno, in gran parte montuoso, e la sopravvivenza di piccole proprietà ostacolano lo sviluppo agricolo. I prodotti principali sono cereali, patate, tabacco. Lungo la costa si coltivano agrumi, viti e olivi. Una buona risorsa è rappresentata dal legname. Tra i prodotti del sottosuolo, importante è la bauxite, estratta nelle regioni di Pogdorica e di Niksic. Discreta è la produzione di energia idroelettrica. I settori industriali più sviluppati sono quelli siderurgici, metallurgici, tessili, alimentari e della lavorazione del legno e del tabacco. Nel terziario, il turismo è in ripresa, soprattutto lungo la costa e sulle rive del lago di Scutari; conta attualmente circa un milione e 300 mila ingressi l’anno. La campagna montenegrina in autunno. Panorama delle Bocche di Cattaro.