NADIR VOLUME 2

Kosovo UNITÀ 8 Il Kosovo in breve Superficie: 10 908 km2 Popolazione: 1 771 604 ab. (stima 2015) Densità: 162 ab./km2 Capitale: Pristina (198 897 ab.) Lingua: albanese e serbo (ufficiali), bosniaco, turco Religione: musulmana (95,6%), cattolica (2,2%), ortodossa (1,5%) Moneta: euro Forma di governo: repubblica Disoccupati: 32,9% PIL/ab.: 3665 dollari Speranza di vita: M 69; F 74 Esploriamo il territorio Il Kosovo è una regione con una superficie di circa 11 000 km2, al confine con Albania, Montenegro e Macedonia. Non ha sbocchi sul mare. Il territorio è in gran parte montuoso. Il clima è continentale, con inverni freddi e nevosi ed estati calde. Le foreste e i pascoli sono l’ambiente naturale prevalente. Storia, popolazione e città Il Kosovo è rimasto unito alla Serbia dopo la guerra dei Balcani, come regione a statuto speciale. Nel febbraio 2008, il parlamento del Paese ha dichiarato unilateralmente la propria indipendenza, che non è stata però riconosciuta dalla Serbia. Nel 2010 la Corte internazionale di Giustizia ha ammesso la legittimità della dichiarazione. Numerosi Stati hanno riconosciuto l’indipendenza del Paese, che però non è stata ratificata dall’ONU. La maggioranza della popolazione è albanese (92,9%), ma nel Paese sono presenti anche minoranze bosniache (1,6%) serbe (1,5%) e turche (1,1%). La capitale, Priština, è la città principale e sede di un aeroporto internazionale. Un antico ponte ottomano nella campagna kosovara. Economia Il Kosovo presenta un’economia povera e un tasso di disoccupazione molto elevato (32,9%). Importanti risorse sono gli aiuti internazionali e le rimesse degli emigrati. L’agricoltura è praticata con sistemi tradizionali; i prodotti principali sono mais, frumento e patate. È diffuso l’allevamento ovino e di pollame. Una buona fonte di reddito è rappresentata dal legname. Le risorse del sottosuolo sono discrete; tra i principali prodotti vi sono lignite, carbone, ferro, piombo, zinco. I settori industriali più sviluppati sono quelli metallurgico, tessile e alimentare. Sviluppato è l’artigianato dei tappeti. II terziario è ancora arretrato. Le vie di comunicazione sono molto limitate. La città di Prizren con i Monti Sharr sullo sfondo. Priština, capoluogo del Kosovo, è un importante centro agricolo e dell’artigianato, e sede di università. Ritrovamenti archeologici fanno risalire la sua fondazione al neolitico. Nel Medioevo fu capitale della Serbia e raggiunse tra il XIV e il XV secolo il massimo splendore, poiché si trovava sulla via di collegamento tra il Mar Adriatico e Costantinopoli. Sotto la lunga dominazione turca conobbe la decadenza economica; di quel periodo conserva però importanti monumenti, come la Moschea Imperiale e la Torre dell’orologio.
Kosovo UNITÀ 8 Il Kosovo in breve Superficie: 10 908 km2  Popolazione: 1 771 604 ab. (stima 2015)  Densità: 162 ab./km2  Capitale: Pristina (198 897 ab.) Lingua: albanese e serbo (ufficiali), bosniaco, turco Religione: musulmana (95,6%), cattolica (2,2%), ortodossa (1,5%) Moneta: euro Forma di governo: repubblica  Disoccupati: 32,9% PIL/ab.: 3665 dollari  Speranza di vita: M 69; F 74 Esploriamo il territorio Il Kosovo è una regione con una superficie di circa 11 000 km2, al confine con Albania, Montenegro e Macedonia. Non ha sbocchi sul mare.  Il territorio è in gran parte montuoso. Il clima è continentale, con inverni freddi e nevosi ed estati calde. Le foreste e i pascoli sono l’ambiente naturale prevalente. Storia, popolazione e città Il Kosovo è rimasto unito alla Serbia dopo la guerra dei Balcani, come regione a statuto speciale. Nel febbraio 2008, il parlamento del Paese ha dichiarato unilateralmente la propria indipendenza, che non è stata però riconosciuta dalla Serbia. Nel 2010 la Corte internazionale di Giustizia ha ammesso la legittimità della dichiarazione. Numerosi Stati hanno riconosciuto l’indipendenza del Paese, che però non è stata ratificata dall’ONU. La maggioranza della popolazione è albanese (92,9%), ma nel Paese sono presenti anche minoranze bosniache (1,6%) serbe (1,5%) e turche (1,1%). La capitale, Priština, è la città principale e sede di un aeroporto internazionale. Un antico ponte ottomano nella campagna kosovara. Economia Il Kosovo presenta un’economia povera e un tasso di disoccupazione molto elevato (32,9%). Importanti risorse sono gli aiuti internazionali e le rimesse degli emigrati. L’agricoltura è praticata con sistemi tradizionali; i prodotti principali sono mais, frumento e patate. È diffuso l’allevamento ovino e di pollame. Una buona fonte di reddito è rappresentata dal legname. Le risorse del sottosuolo sono discrete; tra i principali prodotti vi sono lignite, carbone, ferro, piombo, zinco. I settori industriali più sviluppati sono quelli metallurgico, tessile e alimentare. Sviluppato è l’artigianato dei tappeti. II terziario è ancora arretrato. Le vie di comunicazione sono molto limitate. La città di Prizren con i Monti Sharr sullo sfondo. Priština, capoluogo del Kosovo, è un importante centro agricolo e dell’artigianato, e sede di università. Ritrovamenti archeologici fanno risalire la sua fondazione al neolitico. Nel Medioevo fu capitale della Serbia e raggiunse tra il XIV e il XV secolo il massimo splendore, poiché si trovava sulla via di collegamento tra il Mar Adriatico e Costantinopoli. Sotto la lunga dominazione turca conobbe la decadenza economica; di quel periodo conserva però importanti monumenti, come la Moschea Imperiale e la Torre dell’orologio.