NADIR VOLUME 2

Economia e società Un'economia in trasformazione L’economia serba ha conosciuto una fase di sviluppo sotto il regime di Tito, favorita dagli scambi commerciali con le altre repubbliche iugoslave. A partire dagli anni Ottanta ha attraversato una crisi, resa più drammatica dalla guerra, non solo a causa dei danni subiti, ma anche per il lungo embargo imposto dalla comunità internazionale, che cercava in questo modo di fermare la politica aggressiva della Serbia. Negli ultimi anni l’economia è in ripresa, ma la disoccupazione rimane elevata (15,3%). L’agricoltura è praticata con tecniche avanzate e redditizie nelle pianure della Vojvodina e nel nord della Serbia. Le coltivazioni principali sono quelle di cereali, patate, tabacco, barbabietole da zucchero, canapa, girasoli e lino. Nelle zone collinari si coltivano alberi da frutto (la Serbia è la seconda produttrice mondiale di lamponi e prugne) e vite. I boschi, che coprono quasi un terzo del territorio, forniscono abbondante legname. L’allevamento di suini, ovini e bovini è una voce significativa. Importante è anche l’apicoltura. Risorse minerarie e industria Il Paese dispone di discrete risorse del sottosuolo: carbone, rame, piombo e zinco. In Vojvodina si estraggono petrolio e gas naturali. Nel settore industriale è impiegato circa un quarto della forza lavoro serba. Le industrie si concentrano intorno a Belgrado. Oltre al settore estrattivo, sono attivi i comparti siderurgico, meccanico e chimico. Collegate alla trasformazione dei prodotti agricoli, si trovano aziende conserviere, tessili, per la lavorazione del tabacco. Il legname è utilizzato nei mobilifici e nelle cartiere. Di rilievo è l’artigianato (tappeti e oggetti di oreficeria). Il terziario e le comunicazioni Nel terziario, si stanno intensificando i commerci con l’UE, in particolare con Germania e Italia. È in espansione anche il turismo, soprattutto nelle località termali e nei luoghi di interesse naturalistico. Le reti stradale e ferroviaria sono limitate. Più sfruttate sono le vie fluviali, che si estendono per circa 1500 km. Gli aeroporti principali si trovano a Belgrado e Nis. Le parole della geografia Embargo / Embargo / Embargo / Embargo / Embargo / 禁运 / حظر Blocco economico che consiste nel divieto imposto a uno Stato di esportare merci all’esterno e importare merci straniere. Perché le prugne sono uno dei simboli nazionali della Serbia? Uno dei prodotti tipici dell agricoltura serba sono le prugne, di cui il Paese è tra i primi produttori mondiali: si calcola che la produzione annua si aggiri intorno alle 6oo mila tonnellate. Gran parte del raccolto è destinato alla lavorazione industriale: viene infatti utilizzato per produrre il distillato nazionale, la sljivovica, una specie di grappa.Le prugne vengono anche surgelate, essiccate o trasformate in conserve. Per l'importanza di questo prodotto nell'economia del Paese, la prugna è diventata uno dei simboli nazionali.
Economia e società Un'economia in trasformazione L’economia serba ha conosciuto una fase di sviluppo sotto il regime di Tito, favorita dagli scambi commerciali con le altre repubbliche iugoslave. A partire dagli anni Ottanta ha attraversato una crisi, resa più drammatica dalla guerra, non solo a causa dei danni subiti, ma anche per il lungo embargo imposto dalla comunità internazionale, che cercava in questo modo di fermare la politica aggressiva della Serbia. Negli ultimi anni l’economia è in ripresa, ma la disoccupazione rimane elevata (15,3%).  L’agricoltura è praticata con tecniche avanzate e redditizie nelle pianure della Vojvodina e nel nord della Serbia. Le coltivazioni principali sono quelle di cereali, patate, tabacco, barbabietole da zucchero, canapa, girasoli e lino. Nelle zone collinari si coltivano alberi da frutto (la Serbia è la seconda produttrice mondiale di lamponi e prugne) e vite. I boschi, che coprono quasi un terzo del territorio, forniscono abbondante legname. L’allevamento di suini, ovini e bovini è una voce significativa. Importante è anche l’apicoltura. Risorse minerarie e industria Il Paese dispone di discrete risorse del sottosuolo: carbone, rame, piombo e zinco. In Vojvodina si estraggono petrolio e gas naturali. Nel settore industriale è impiegato circa un quarto della forza lavoro serba. Le industrie si concentrano intorno a Belgrado. Oltre al settore estrattivo, sono attivi i comparti siderurgico, meccanico e chimico. Collegate alla trasformazione dei prodotti agricoli, si trovano aziende conserviere, tessili, per la lavorazione del tabacco. Il legname è utilizzato nei mobilifici e nelle cartiere. Di rilievo è l’artigianato (tappeti e oggetti di oreficeria). Il terziario e le comunicazioni Nel terziario, si stanno intensificando i commerci con l’UE, in particolare con Germania e Italia. È in espansione anche il turismo, soprattutto nelle località termali e nei luoghi di interesse naturalistico. Le reti stradale e ferroviaria sono limitate. Più sfruttate sono le vie fluviali, che si estendono per circa 1500 km. Gli aeroporti principali si trovano a Belgrado e Nis. Le parole della geografia Embargo / Embargo / Embargo / Embargo / Embargo / 禁运 / حظر  Blocco economico che consiste nel divieto imposto a uno Stato di esportare merci all’esterno e importare merci straniere. Perché le prugne sono uno dei simboli nazionali della Serbia? Uno dei prodotti tipici dell agricoltura serba sono le prugne, di cui il Paese è tra i primi produttori mondiali: si calcola che la produzione annua si aggiri intorno alle 6oo mila tonnellate. Gran parte del raccolto è destinato alla lavorazione industriale: viene infatti utilizzato per produrre il distillato nazionale, la sljivovica, una specie di grappa.Le prugne vengono anche surgelate, essiccate o trasformate in conserve. Per l'importanza di questo prodotto nell'economia del Paese, la prugna è diventata uno dei simboli nazionali.