NADIR VOLUME 2

Slovacchia UNITÀ 7 La Slovacchia in breve Superficie: 49 035 km2 Popolazione: 5 435 343 ab. (stima 2016) Densità: 111 ab./km2 Capitale: Bratislava (422 932 ab.) Lingua: slovacco (ufficiale), ungherese, ceco Religione: cattolica romana (62%), protestante (7,9%), greca cattolica (3,8%), ortodossa (0,9%) Moneta: euro Forma di governo: repubblica Disoccupazione: 9,6% PIL/ab.: 16 499 dollari Speranza di vita: M 73; F 80 ISU: 40° posto Membro dell’UE dal 2004 Il territorio e il climaLa Slovacchia non ha sbocchi sul mare. Il territorio è in prevalenza montuoso. La catena principale è quella dei Carpazi Occidentali, che includono i Carpazi Bianchi, i Beschidi, i Bassi e gli Alti Tatra. I Monti Metalliferi Slovacchi, al centro del Paese, hanno discreti giacimenti di lignite, carbone e ferro. A sud-ovest si apre la più vasta pianura slovacca, attraversata del Danubio. Un’altra zona pianeggiante, a sud-est, è formata dal Tibisco. Il fiume principale è il Danubio. Il clima è continentale, con inverni freddi, nevicate abbondanti ed estati calde. Storia, popolazione e città La regione fu occupata fin dal VI secolo d.C. dagli slavi slovacchi. Dal Cinquecento entrò a far parte dell’Impero asburgico. Alla fine della Prima guerra mondiale formò, con la Boemia e la Moravia, la Cecoslovacchia. Nel 1993 si separò pacificamente dall’attuale Repubblica Ceca, diventando uno Stato autonomo. Dal 2004 è membro dell’UE. La popolazione conta circa 5 milioni e mezzo di unità. Gli slovacchi, di lingua slava e di religione cattolica, costituiscono l’81,1% del totale. Numerosa è la comunità ungherese (8,4%). È presente una rilevante minoranza rom (2%). Le maggiori concentrazioni demografiche si registrano nel sud del Paese e nei grossi centri rurali. La popolazione urbana corrisponde al 53,9%. Solo due città superano i 100 000 abitanti. Una è la capitale Bratislava (422 932 ab.), che sorge sulle rive del Danubio ed è il principale centro commerciale e industriale. L’altra è Košice (239 200 ab.), sede di industrie siderurgiche, meccaniche, alimentari e tessili. Economia L’economia slovacca ha tradizioni agricole, anche se dopo la Seconda guerra mondiale, sotto il regime comunista, si è avviato lo sviluppo industriale. La divisione dalla Repubblica Ceca, più avanzata e ricca di risorse energetiche e minerarie, ha segnato un momento di difficoltà, ma l’ingresso nell’UE ha contribuito a rilanciare la crescita. Attualmente, l’economia slovacca è in espansione anche grazie agli investimenti stranieri, attirati dalle favorevoli condizioni fiscali. L’agricoltura, praticata soprattutto nella pianura del Danubio, produce cereali, patate e barbabietole da zucchero. Le zone collinari sono coltivate a vigneti e frutteti. Gli allevamenti più diffusi sono quello suino e quello bovino, cui si affianca l’allevamento di ovini nelle zone alpine. Dalle foreste delle zone montuose si ricavano buone quantità di legname. Le risorse del sottosuolo sono discrete (rame, ferro, piombo, magnesite, oro), ma le fonti energetiche si limitano a modeste quantità di lignite, petrolio e gas naturale; per questo, la Slovacchia ricorre all’energia nucleare. I comparti industriali più importanti sono quello meccanico, chimico, alimentare e tessile. Sono in crescita il turismo e le attività commerciali e finanziarie.
Slovacchia UNITÀ 7 La Slovacchia in breve Superficie: 49 035 km2 Popolazione: 5 435 343 ab. (stima 2016) Densità: 111 ab./km2 Capitale: Bratislava (422 932 ab.) Lingua: slovacco (ufficiale), ungherese, ceco Religione: cattolica romana (62%), protestante (7,9%), greca cattolica (3,8%), ortodossa (0,9%) Moneta: euro Forma di governo: repubblica Disoccupazione: 9,6% PIL/ab.: 16 499 dollari Speranza di vita: M 73; F 80 ISU: 40° posto Membro dell’UE dal 2004 Il territorio e il climaLa Slovacchia non ha sbocchi sul mare. Il territorio è in prevalenza montuoso. La catena principale è quella dei Carpazi Occidentali, che includono i Carpazi Bianchi, i Beschidi, i Bassi e gli Alti Tatra. I Monti Metalliferi Slovacchi, al centro del Paese, hanno discreti giacimenti di lignite, carbone e ferro. A sud-ovest si apre la più vasta pianura slovacca, attraversata del Danubio. Un’altra zona pianeggiante, a sud-est, è formata dal Tibisco. Il fiume principale è il Danubio. Il clima è continentale, con inverni freddi, nevicate abbondanti ed estati calde.  Storia, popolazione e città  La regione fu occupata fin dal VI secolo d.C. dagli slavi slovacchi. Dal Cinquecento entrò a far parte dell’Impero asburgico. Alla fine della Prima guerra mondiale formò, con la Boemia e la Moravia, la Cecoslovacchia. Nel 1993 si separò pacificamente dall’attuale Repubblica Ceca, diventando uno Stato autonomo. Dal 2004 è membro dell’UE. La popolazione conta circa 5 milioni e mezzo di unità. Gli slovacchi, di lingua slava e di religione cattolica, costituiscono l’81,1% del totale. Numerosa è la comunità ungherese (8,4%). È presente una rilevante minoranza rom (2%). Le maggiori concentrazioni demografiche si registrano nel sud del Paese e nei grossi centri rurali. La popolazione urbana corrisponde al 53,9%. Solo due città superano i 100 000 abitanti. Una è la capitale Bratislava (422 932 ab.), che sorge sulle rive del Danubio ed è il principale centro commerciale e industriale. L’altra è Košice (239 200 ab.), sede di industrie siderurgiche, meccaniche, alimentari e tessili.  Economia  L’economia slovacca ha tradizioni agricole, anche se dopo la Seconda guerra mondiale, sotto il regime comunista, si è avviato lo sviluppo industriale. La divisione dalla Repubblica Ceca, più avanzata e ricca di risorse energetiche e minerarie, ha segnato un momento di difficoltà, ma l’ingresso nell’UE ha contribuito a rilanciare la crescita. Attualmente, l’economia slovacca è in espansione anche grazie agli investimenti stranieri, attirati dalle favorevoli condizioni fiscali. L’agricoltura, praticata soprattutto nella pianura del Danubio, produce cereali, patate e barbabietole da zucchero. Le zone collinari sono coltivate a vigneti e frutteti. Gli allevamenti più diffusi sono quello suino e quello bovino, cui si affianca l’allevamento di ovini nelle zone alpine. Dalle foreste delle zone montuose si ricavano buone quantità di legname. Le risorse del sottosuolo sono discrete (rame, ferro, piombo, magnesite, oro), ma le fonti energetiche si limitano a modeste quantità di lignite, petrolio e gas naturale; per questo, la Slovacchia ricorre all’energia nucleare. I comparti industriali più importanti sono quello meccanico, chimico, alimentare e tessile. Sono in crescita il turismo e le attività commerciali e finanziarie.