NADIR VOLUME 2

In primo piano Regno Unito e Unione Europea I rapporti tra Regno Unito e UE I rapporti tra il Regno Unito e l’Unione Europea si sono contraddistinti, sin dall’origine, per il loro equilibrio precario. Se da un lato, infatti, i britannici si sono sempre mostrati favorevoli alla creazione di un mercato unico europeo, dall’altro non hanno mai guardato con favore all’espansione delle ingerenze europee sulle questioni di politica interna. Il risultato di tale atteggiamento è stato un’adesione tardiva e parziale all’Unione Europea e ai suoi principi: tardiva perché avvenuta soltanto nel 1973, vale a dire ben 22 anni dopo la nascita di quella che allora era denominata Comunità Economica del Carbone e dell’Acciaio (CECA); parziale perché, tra le altre cose, il Regno Unito non ha mai adottato la moneta unica europea (l’euro), né ha mai aderito allo spazio di libera circolazione dei cittadini europei definito negli accordi di Schengen. La Brexit Gli attriti tra il Regno Unito e l’Unione Europea hanno raggiunto il loro apice il 23 giugno 2016 quando, con il 51,9% dei voti espressi, la popolazione britannica ha optato per l’uscita dalla stessa Unione. Tale decisione è stata presto ribattezzata Brexit, un neologismo giornalistico che si compone delle parole Britain (Gran Bretagna) ed exit (uscita). L’esito del referendum - a cui si è arrivati in un clima di grande tensione, culminato con l’uccisione di una deputata favorevole alla permanenza nell’UE - ha in parte sorpreso gli stessi britannici, segnando una grave frattura fra l’Isola e il resto del continente europeo. Del resto, nelle intenzioni del Primo ministro Cameron, il referendum avrebbe dovuto avere come sola conseguenza quella di rafforzare la posizione del Regno Unito nelle trattative con l’Unione, minacciando la possibilità di una sua imminente uscita in caso di mancato accordo sulle concessioni richieste. Il curioso caso della Scozia La decisione referendaria ha registrato una netta spaccatura tra le regioni che compongono il Regno Unito. A favore della Brexit, infatti, si sono espressi l’Inghilterra (eccezion fatta per la città di Londra) e il Galles, mentre per la permanenza dell’Isola nell’Unione Europea si sono schierati l’Irlanda del Nord e la Scozia, dove il movimento del Leave (favorevole all’uscita) ha raggiunto appena il 38% dei voti. Va detto che proprio in Scozia, nel 2014, si era svolto un altro referendum per decidere l’uscita della stessa dal Regno Unito e la maggioranza degli scozzesi si era espressa a favore della sua permanenza. Uno dei principali argomenti che avevano deciso il risultato del referendum era stato proprio quello relativo all’Unione Europea. L’indipendenza, infatti, avrebbe avuto come automatica conseguenza la fuoriuscita della Scozia (non più parte della Gran Bretagna) dall’Unione Europea e l’apertura di lunghe e incerte trattative per ottenerne la riammissione in qualità di Stato autonomo. Conseguenze della Brexit In seguito all’esito del referendum, il Parlamento britannico ha approvato lo European Union (Notification of Withdrawal) Act, con cui ha autorizzato il nuovo Primo ministro Theresa May a notificare al Presidente del Consiglio europeo l’avvio della procedura per la definitiva uscita dall’Unione, prevista per il 29 marzo 2019. Le conseguenze della Brexit, sin dal momento successivo alla consultazione elettorale, si sono fatte sentire sui mercati azionari, con un brusco calo del valore della sterlina (la moneta del Regno Unito), rispetto a quello dell’euro. Grande preoccupazione è stata inoltre mostrata dai più famosi college universitari, i quali temono una riduzione delle iscrizioni da parte degli studenti d’oltremanica, nonché da parte dei numerosi lavoratori europei risiedenti in Gran Bretagna che, senza le garanzie dell’Unione Europea, torneranno a essere considerati extracomunitari. Geoinrete - Che ruolo ha giocato il fattore immigrazione sulle sorti del referendum Brexit? - Con l’uscita del Regno Unito dall’UE, l’inglese potrà ancora considerarsi una delle sue lingue ufficiali? - Che cosa pensano gli italiani circa l’appartenenza del nostro Paese all’UE? Cerca informazioni in rete e scrivi un breve approfondimento, da solo o con un tuo compagno/a.
In primo piano Regno Unito e Unione Europea I rapporti tra Regno Unito e UE I rapporti tra il Regno Unito e l’Unione Europea si sono contraddistinti, sin dall’origine, per il loro equilibrio precario. Se da un lato, infatti, i britannici si sono sempre mostrati favorevoli alla creazione di un mercato unico europeo, dall’altro non hanno mai guardato con favore all’espansione delle ingerenze europee sulle questioni di politica interna. Il risultato di tale atteggiamento è stato un’adesione tardiva e parziale all’Unione Europea e ai suoi principi: tardiva perché avvenuta soltanto nel 1973, vale a dire ben 22 anni dopo la nascita di quella che allora era denominata Comunità Economica del Carbone e dell’Acciaio (CECA); parziale perché, tra le altre cose, il Regno Unito non ha mai adottato la moneta unica europea (l’euro), né ha mai aderito allo spazio di libera circolazione dei cittadini europei definito negli accordi di Schengen.  La Brexit  Gli attriti tra il Regno Unito e l’Unione Europea hanno raggiunto il loro apice il 23 giugno 2016 quando, con il 51,9% dei voti espressi, la popolazione britannica ha optato per l’uscita dalla stessa Unione. Tale decisione è stata presto ribattezzata Brexit, un neologismo giornalistico che si compone delle parole Britain (Gran Bretagna) ed exit (uscita). L’esito del referendum - a cui si è arrivati in un clima di grande tensione, culminato con l’uccisione di una deputata favorevole alla permanenza nell’UE - ha in parte sorpreso gli stessi britannici, segnando una grave frattura fra l’Isola e il resto del continente europeo. Del resto, nelle intenzioni del Primo ministro Cameron, il referendum avrebbe dovuto avere come sola conseguenza quella di rafforzare la posizione del Regno Unito nelle trattative con l’Unione, minacciando la possibilità di una sua imminente uscita in caso di mancato accordo sulle concessioni richieste. Il curioso caso della Scozia La decisione referendaria ha registrato una netta spaccatura tra le regioni che compongono il Regno Unito. A favore della Brexit, infatti, si sono espressi l’Inghilterra (eccezion fatta per la città di Londra) e il Galles, mentre per la permanenza dell’Isola nell’Unione Europea si sono schierati l’Irlanda del Nord e la Scozia, dove il movimento del Leave (favorevole all’uscita) ha raggiunto appena il 38% dei voti. Va detto che proprio in Scozia, nel 2014, si era svolto un altro referendum per decidere l’uscita della stessa dal Regno Unito e la maggioranza degli scozzesi si era espressa a favore della sua permanenza. Uno dei principali argomenti che avevano deciso il risultato del referendum era stato proprio quello relativo all’Unione Europea. L’indipendenza, infatti, avrebbe avuto come automatica conseguenza la fuoriuscita della Scozia (non più parte della Gran Bretagna) dall’Unione Europea e l’apertura di lunghe e incerte trattative per ottenerne la riammissione in qualità di Stato autonomo. Conseguenze della Brexit In seguito all’esito del referendum, il Parlamento britannico ha approvato lo European Union (Notification of Withdrawal) Act, con cui ha autorizzato il nuovo Primo ministro Theresa May a notificare al Presidente del Consiglio europeo l’avvio della procedura per la definitiva uscita dall’Unione, prevista per il 29 marzo 2019. Le conseguenze della Brexit, sin dal momento successivo alla consultazione elettorale, si sono fatte sentire sui mercati azionari, con un brusco calo del valore della sterlina (la moneta del Regno Unito), rispetto a quello dell’euro. Grande preoccupazione è stata inoltre mostrata dai più famosi college universitari, i quali temono una riduzione delle iscrizioni da parte degli studenti d’oltremanica, nonché da parte dei numerosi lavoratori europei risiedenti in Gran Bretagna che, senza le garanzie dell’Unione Europea, torneranno a essere considerati extracomunitari. Geoinrete - Che ruolo ha giocato il fattore immigrazione sulle sorti del referendum Brexit? - Con l’uscita del Regno Unito dall’UE, l’inglese potrà ancora considerarsi una delle sue lingue ufficiali? - Che cosa pensano gli italiani circa l’appartenenza del nostro Paese all’UE? Cerca informazioni in rete e scrivi un breve approfondimento, da solo o con un tuo compagno/a.