NADIR LE REGIONI D'ITALIA

Economia e società UNITÀ 20 - Sardegna Un’economia ostacolata dall’isolamento La Sardegna ha conosciuto negli ultimi decenni un certo sviluppo, legato in gran parte al turismo. Nel complesso, però, la sua economia è ancora fragile, ostacolata dall’isolamento e dalla mancanza di infrastrutture. L’agricoltura è limitata dal terreno arido e poco fertile. Viene praticata con tecniche moderne e redditizie solo nelle pianure (Campidano, piane di Alghero e di Oristano), un tempo paludose ma oggi bonificate. I prodotti principali sono ortaggi (carciofi, pomodori), barbabietole da zucchero, agrumi, mandorle, olivi e viti, da cui si ricavano vini ad alta gradazione alcolica (cannonau, vernaccia, malvasia). Coltivazione caratteristica è quella delle querce da sughero: la Sardegna produce circa i due terzi del sughero nazionale. Nelle regioni dell’interno, si coltivano in modo estensivo cereali. L’allevamento di pecore e capre è l’attività tradizionale più diffusa: la Sardegna possiede infatti quasi la metà del patrimonio ovino d’Italia (3 248 000 capi) e circa un quarto di quello caprino (208 000 capi), con oltre la metà del latte di pecora e di capra prodotto in tutta la nazione. Dalla pastorizia si ricavano formaggi, in particolare il noto pecorino, e lana. Si tratta comunque di un’attività poco redditizia, perché praticata con il sistema faticoso del pascolo brado. Importante è la pesca, soprattutto del tonno, anche se ormai ridotta rispetto al passato. Tra i prodotti ittici caratteristici vi è la bottarga, ottenuta dalle uova essiccate dei pesci. A partire dalla seconda metà dell’Ottocento, la Sardegna ha visto fiorire un’industria estrattiva, legata alla presenza di numerosi minerali (piombo, zinco, carbone). Oggi questo settore è in declino. Attualmente le industrie più importanti sono quelle petrolchimiche, termoelettriche e dell’estrazione del sale (Cagliari, Carloforte, Sant’Antioco). Imprese di dimensioni più piccole sono le cartiere (Arbatax), le aziende alimentari, tessili e per la lavorazione del sughero. L’artigianato produce tappeti e arazzi, oggetti di sughero, gioielli in filigrana, ferro battuto, ceramiche, ceste. Il turismo e le comunicazioniGrazie alla bellezza delle coste e del mare, con località rinomate come quelle della Costa Smeralda, la Sardegna può contare su oltre 2 400 000 turisti l’anno, che si concentrano nei mesi estivi e nelle stazioni marittime, anche se negli ultimi anni si sta cercando di differenziare l’offerta, valorizzando le zone interne. Le vie di comunicazione interne sono limitate. Mancano totalmente le autostrade, e le superstrade a scorrimento veloce interessano solo alcuni tratti (Porto Torres-Cagliari; Cagliari-Iglesias; Abbasanta-Nuoro-Olbia). Le linee ferroviarie principali non sono ancora elettrificate. Nei tratti secondari sono a scartamento ridotto e vengono per lo più usate a scopo turistico. La Sardegna è collegata per via marittima con il continente, attraverso i porti di Olbia, Cagliari e Porto Torres, e con la Corsica, tramite il porto di Santa Teresa Gallura. Il traffico aereo è garantito dagli aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero. Tipico formaggio sardo di pecora. La produzione di ceste è un’attività tradizionale sarda. Le parole della geografia Scartamento ridotto / Narrow gauge railway / Ferrocarril de vía estrecha / Binarë të ngushtë / Ecartament redus / 窄轨 / سكة ضيقة Distanza fra le rotaie inferiore a quella ordinaria. Sulle ferrovie a scartamento ridotto non possono perciò viaggiare i treni normali. Lavoriamo insieme Indica se le seguenti affermazioni sono vere (V) o false (F). 1. Nelle regioni dell’interno si coltivano in modo estensivo i cereali. V F 2. La Sardegna possiede quasi metà del patrimonio ovino italiano. V F 3. L’industria attualmente più importante è quella estrattiva. V F 4. Le comunicazioni sono efficienti e ben articolate. V F
Economia e società UNITÀ 20 - Sardegna Un’economia ostacolata dall’isolamento La Sardegna ha conosciuto negli ultimi decenni un certo sviluppo, legato in gran parte al turismo. Nel complesso, però, la sua economia è ancora fragile, ostacolata dall’isolamento e dalla mancanza di infrastrutture. L’agricoltura è limitata dal terreno arido e poco fertile. Viene praticata con tecniche moderne e redditizie solo nelle pianure (Campidano, piane di Alghero e di Oristano), un tempo paludose ma oggi bonificate. I prodotti principali sono ortaggi (carciofi, pomodori), barbabietole da zucchero, agrumi, mandorle, olivi e viti, da cui si ricavano vini ad alta gradazione alcolica (cannonau, vernaccia, malvasia). Coltivazione caratteristica è quella delle querce da sughero: la Sardegna produce circa i due terzi del sughero nazionale. Nelle regioni dell’interno, si coltivano in modo estensivo cereali. L’allevamento di pecore e capre è l’attività tradizionale più diffusa: la Sardegna possiede infatti quasi la metà del patrimonio ovino d’Italia (3 248 000 capi) e circa un quarto di quello caprino (208 000 capi), con oltre la metà del latte di pecora e di capra prodotto in tutta la nazione. Dalla pastorizia si ricavano formaggi, in particolare il noto pecorino, e lana. Si tratta comunque di un’attività poco redditizia, perché praticata con il sistema faticoso del pascolo brado. Importante è la pesca, soprattutto del tonno, anche se ormai ridotta rispetto al passato. Tra i prodotti ittici caratteristici vi è la bottarga, ottenuta dalle uova essiccate dei pesci. A partire dalla seconda metà dell’Ottocento, la Sardegna ha visto fiorire un’industria estrattiva, legata alla presenza di numerosi minerali (piombo, zinco, carbone). Oggi questo settore è in declino. Attualmente le industrie più importanti sono quelle petrolchimiche, termoelettriche e dell’estrazione del sale (Cagliari, Carloforte, Sant’Antioco). Imprese di dimensioni più piccole sono le cartiere (Arbatax), le aziende alimentari, tessili e per la lavorazione del sughero. L’artigianato produce tappeti e arazzi, oggetti di sughero, gioielli in filigrana, ferro battuto, ceramiche, ceste. Il turismo e le comunicazioniGrazie alla bellezza delle coste e del mare, con località rinomate come quelle della Costa Smeralda, la Sardegna può contare su oltre 2 400 000 turisti l’anno, che si concentrano nei mesi estivi e nelle stazioni marittime, anche se negli ultimi anni si sta cercando di differenziare l’offerta, valorizzando le zone interne. Le vie di comunicazione interne sono limitate. Mancano totalmente le autostrade, e le superstrade a scorrimento veloce interessano solo alcuni tratti (Porto Torres-Cagliari; Cagliari-Iglesias; Abbasanta-Nuoro-Olbia). Le linee ferroviarie principali non sono ancora elettrificate. Nei tratti secondari sono a scartamento ridotto e vengono per lo più usate a scopo turistico. La Sardegna è collegata per via marittima con il continente, attraverso i porti di Olbia, Cagliari e Porto Torres, e con la Corsica, tramite il porto di Santa Teresa Gallura. Il traffico aereo è garantito dagli aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero. Tipico formaggio sardo di pecora. La produzione di ceste è un’attività tradizionale sarda. Le parole della geografia Scartamento ridotto / Narrow gauge railway / Ferrocarril de vía estrecha / Binarë të ngushtë / Ecartament redus / 窄轨 / سكة ضيقة Distanza fra le rotaie inferiore a quella ordinaria. Sulle ferrovie a scartamento ridotto non possono perciò viaggiare i treni normali. Lavoriamo insieme Indica se le seguenti affermazioni sono vere (V) o false (F). 1. Nelle regioni dell’interno si coltivano in modo estensivo i cereali. V F 2. La Sardegna possiede quasi metà del patrimonio ovino italiano. V F 3. L’industria attualmente più importante è quella estrattiva. V F 4. Le comunicazioni sono efficienti e ben articolate. V F