NADIR LE REGIONI D'ITALIA

Economia e società UNITÀ 1 - Valle d’Aosta Un’economia avanzata La Valle d’Aosta gode di un buon livello economico e sociale. Tra le sue attività tradizionali vi è l’agricoltura. A causa del territorio prevalentemente montuoso, sono però pochi i terreni coltivabili: il fondovalle e i pendii più soleggiati, spesso lavorati a terrazzamenti. Tra le coltivazioni tipiche ci sono la vite, che produce vini di buona qualità ma in quantità limitate, i cereali (segale e mais), le patate. Diffusi sono anche gli alberi da frutta (specialmente meli). Sui versanti meno esposti al sole si trovano pascoli e foreste, da cui si ricava abbondante legname. Tra i prodotti tipici ricordiamo i liquori ottenuti dalle erbe alpine (genepì) e le castagne. Maggiore importanza ha l’allevamento, soprattutto di bovini anche di razze pregiate, che forniscono carne e latte. Diffusa è inoltre l’apicoltura. L’industria principale è quella idroelettrica, alimentata dai numerosi corsi d’acqua; i tre quarti dell’energia prodotta vengono esportati in Piemonte. L’abbondanza di energia e la presenza di miniere di ferro, sfruttate fin dal Medioevo, ha permesso il nascere di un’industria siderurgica e meccanica, oggi meno importante che in passato. Di rilievo è l’artigianato. Turismo e comunicazioniNel terziario, in cui lavorano più dei tre quarti delle persone occupate, particolarmente importante è il settore turistico-alberghiero, alimentato dallo sci in inverno (e in alcune località per tutto l’anno) e dalla villeggiatura alpina in estate. Oltre alle bellezze naturali, anche i numerosi castelli medievali e gli edifici di epoca romana attirano i visitatori. Ogni anno si calcolano quasi un milione di presenze: più di sette volte la popolazione residente! Importante è anche il commercio con la Francia e la Svizzera. La via di comunicazione principale è l’autostrada, che attraversa tutta la Valle d’Aosta, da Pont-Saint-Martin al traforo del Monte Bianco, collegando Italia e Francia. Con la Svizzera, il collegamento è garantito dal traforo e dal valico del Gran San Bernardo. Anche le strade statali laterali, che raggiungono le valli secondarie, sono ben articolate. Poco sviluppato è invece il traffico ferroviario, che si svolge tra Torino e Aosta. Mucche valdostane al pascolo. Uno dei prodotti tipici della Valle d’Aosta è la fontina, un formaggio prodotto esclusivamente con latte intero crudo di bovini valdostani. Il traforo del Gran San Bernardo, aperto nel 1964, è lungo quasi 6 chilometri. Il transito è soggetto a pedaggio. Le parole della geografia Terrazzamento / Terrace / Escalonamiento / Tarracë / Terasament / 成梯田 Disposizione del terreno a «gradoni», in genere creati con muri di pietra. Si costruiscono terrazzamenti nelle zone in forte pendio, per evitare che la terra frani a valle e in modo da poterla coltivare. Quando è stato costruito il traforo del Monte Bianco? Il traforo del Monte Bianco collega la Valle d’Aosta con la valle di Chamonix, in Francia. I primi progetti per la sua costruzione risalgono addirittura al 1835, ma fu solo nel 1958 che si cominciarono i lavori di scavo. Le squadre di operai che lavorarono sui due versanti, italiano e francese, si incontrarono quattro anni più tardi, nel 1962, dopo aver scavato 11 600 metri di galleria. Inaugurato nel 1965, il traforo è attraversato attualmente ogni giorno da quasi 3500 veicoli. Nel 1999 un grave incendio ha reso necessari lavori per rendere più sicuro il transito. L’entrata del traforo del Monte Bianco dal lato italiano, nelle vicinanze di Courmayeur.
Economia e società UNITÀ 1 - Valle d’Aosta Un’economia avanzata La Valle d’Aosta gode di un buon livello economico e sociale. Tra le sue attività tradizionali vi è l’agricoltura. A causa del territorio prevalentemente montuoso, sono però pochi i terreni coltivabili: il fondovalle e i pendii più soleggiati, spesso lavorati a terrazzamenti. Tra le coltivazioni tipiche ci sono la vite, che produce vini di buona qualità ma in quantità limitate, i cereali (segale e mais), le patate. Diffusi sono anche gli alberi da frutta (specialmente meli). Sui versanti meno esposti al sole si trovano pascoli e foreste, da cui si ricava abbondante legname. Tra i prodotti tipici ricordiamo i liquori ottenuti dalle erbe alpine (genepì) e le castagne. Maggiore importanza ha l’allevamento, soprattutto di bovini anche di razze pregiate, che forniscono carne e latte. Diffusa è inoltre l’apicoltura. L’industria principale è quella idroelettrica, alimentata dai numerosi corsi d’acqua; i tre quarti dell’energia prodotta vengono esportati in Piemonte. L’abbondanza di energia e la presenza di miniere di ferro, sfruttate fin dal Medioevo, ha permesso il nascere di un’industria siderurgica e meccanica, oggi meno importante che in passato. Di rilievo è l’artigianato. Turismo e comunicazioniNel terziario, in cui lavorano più dei tre quarti delle persone occupate, particolarmente importante è il settore turistico-alberghiero, alimentato dallo sci in inverno (e in alcune località per tutto l’anno) e dalla villeggiatura alpina in estate. Oltre alle bellezze naturali, anche i numerosi castelli medievali e gli edifici di epoca romana attirano i visitatori. Ogni anno si calcolano quasi un milione di presenze: più di sette volte la popolazione residente! Importante è anche il commercio con la Francia e la Svizzera. La via di comunicazione principale è l’autostrada, che attraversa tutta la Valle d’Aosta, da Pont-Saint-Martin al traforo del Monte Bianco, collegando Italia e Francia. Con la Svizzera, il collegamento è garantito dal traforo e dal valico del Gran San Bernardo. Anche le strade statali laterali, che raggiungono le valli secondarie, sono ben articolate. Poco sviluppato è invece il traffico ferroviario, che si svolge tra Torino e Aosta. Mucche valdostane al pascolo. Uno dei prodotti tipici della Valle d’Aosta è la fontina, un formaggio prodotto esclusivamente con latte intero crudo di bovini valdostani. Il traforo del Gran San Bernardo, aperto nel 1964, è lungo quasi 6 chilometri. Il transito è soggetto a pedaggio. Le parole della geografia Terrazzamento / Terrace / Escalonamiento / Tarracë / Terasament / 成梯田 Disposizione del terreno a «gradoni», in genere creati con muri di pietra. Si costruiscono terrazzamenti nelle zone in forte pendio, per evitare che la terra frani a valle e in modo da poterla coltivare. Quando è stato costruito il traforo del Monte Bianco? Il traforo del Monte Bianco collega la Valle d’Aosta con la valle di Chamonix, in Francia. I primi progetti per la sua costruzione risalgono addirittura al 1835, ma fu solo nel 1958 che si cominciarono i lavori di scavo. Le squadre di operai che lavorarono sui due versanti, italiano e francese, si incontrarono quattro anni più tardi, nel 1962, dopo aver scavato 11 600 metri di galleria. Inaugurato nel 1965, il traforo è attraversato attualmente ogni giorno da quasi 3500 veicoli. Nel 1999 un grave incendio ha reso necessari lavori per rendere più sicuro il transito. L’entrata del traforo del Monte Bianco dal lato italiano, nelle vicinanze di Courmayeur.