NADIR VOLUME 1

3 Il territorio europeo B. Dissesto idrogeologico in Italia Le alluvioni Alcuni fiumi scorrono in aree dove i terreni sono esposti a erosione. In seguito a piogge eccezionali il loro letto viene colmato da masse di detriti alluvionali (fango, terriccio e sassi), a cui talvolta si aggiungono alberi sradicati e materiali del sottobosco. Perciò le acque non possono più essere contenute fra le due rive e straripano, causando le alluvioni. Il territorio italiano ha subìto un progressivo degrado, che ha favorito il succedersi di alluvioni, come quella del Polesine nel 1951, quella dell Arno a Firenze nel 1966 o quelle in Liguria nel 2011. Per queste catastrofi l uomo ha pesanti responsabilità in quanto sovente in Italia si è costruito troppo vicino ai fiumi, in aree a rischio di esondazioni. (Carta B) A livello regionale % super cie a elevato rischio no al 5% 5-10% 10-15% 15-20% Le frane Le frane sono distacchi di masse di terra e di materiale roccioso dal versante di un monte. Di solito sono causate da movimenti di assestamento del terreno, dall azione di gelo e disgelo dell acqua che si infiltra nelle rocce o dall erosione da parte delle acque che scorrono in superficie. In Italia il rischio di frane è molto elevato, soprattutto sugli Appennini, che sono in gran parte formati da rocce facilmente erodibili. Nonostante ciò sono stati disboscati molti versanti montuosi, facilitando così la formazione delle frane perché non ci sono più le radici a trattenere il terreno. Gli incendi dei boschi Il 30% della penisola italiana è ricoperta di boschi. Questa ricchezza del paesaggio italiano, tuttavia, è a rischio: ogni anno infatti migliaia di ettari di bosco vanno in fiamme per la disattenzione dell uomo o per motivi di carattere economico, come la speculazione edilizia. I mesi in cui il rischio è maggiore sono quelli estivi, per le elevate temperature e per il forte vento che diffonde rapidamente gli incendi. Alto Medio Basso 103 v1_unità3_096_129.indd 103 05/03/18 15:11

NADIR VOLUME 1