In primo piano Problemi ambientali e sviluppo delle comunicazioni

In primo piano Problemi ambientali e sviluppo delle comunicazioni Trasportare merci in quantità maggiori e in tempi più rapidi determina evidenti vantaggi economici. Tuttavia, l’incremento delle infrastrutture di comunicazione (strade, linee ferroviarie, aeroporti ecc.) è anche causa di preoccupanti problemi ecologici. Il più evidente è quello delle trasformazioni del paesaggio e degli equilibri naturali. La realizzazione di vie di comunicazione comporta, infatti, la costruzione di ponti o di viadotti che modificano il paesaggio a danno della flora e della fauna, o delle coltivazioni. È necessario, dunque, valutare con estrema attenzione la realizzazione delle grandi opere necessarie a migliorare la rete dei trasporti. Molti sollevano dubbi sull'opportunità dei progetti europei di Treni ad Alta Velocità (TAV). Proprio in questi anni gigantesche “talpe” meccaniche stanno scavando enormi gallerie sotto le Alpi e i movimenti NO TAV (cioè contrari ai treni ad alta velocità) sostengono che i benefici che deriveranno non ripagheranno degli altissimi investimenti e non possono giustificare i gravi danni all'ambiente e al paesaggio. I favorevoli alla TAV, invece, sostengono che è soprattutto il traffico su strada a causare inquinamento e che i lavori sono necessari per migliorare il collegamento fra il Nord e il Sud dell’Europa, potenziando tre linee ferroviarie: la Torino-Lione, la Verona-Monaco di Baviera e la Milano-Zurigo. A lavori finiti, il trasporto merci si effettuerà nella metà del tempo, e la quota del traffico ferroviario, meno inquinante, aumenterà rispetto a quello su strada. La controversia è tuttora molto accesa, non solo in Italia. 1 La stazione di Reggio Emilia AV Mediopadana sulla linea ad alta velocità Milano-Bologna. Che cos'è la rete TEN-T ? La Commissione europea ha adottato una proposta per trasformare l’attuale groviglio europeo di strade, ferrovie, aeroporti e canali in una rete di trasporti unificata: la rete TEN-T, ovvero Rete Transeuropea dei Trasporti (Trans-European Networks - Transport). Nei propositi della Commissione, la nuova rete (denominata “rete centrale”), da realizzare entro il 2030, ammodernerà le infrastrutture e snellirà le operazioni di trasporto per passeggeri e imprese in tutta l’Unione Europea, migliorando i collegamenti fra i diversi nodi di trasporto e contribuendo agli obiettivi dell’Unione in materia di cambiamenti climatici attraverso la riduzione delle emissioni di CO2 dei trasporti. Geoinrete Cerca su Internet in quali Paesi europei sono operative linee ferroviarie ad alta velocità e quale treno, con passeggeri a bordo, raggiunge la massima velocità. Sì TAV o No TAV? Riassumiamo nella tabella gli argomenti fondamentali che si contrappongono nel dibattito sui TAV. NO TAV L’Italia non è un Paese adatto all’alta velocità. L’Italia è un Paese di superficie limitata, in gran parte montuoso, con molte città a breve distanza l’una dall’altra: da noi l’alta velocità è poco utile. La Francia, invece, ha una superficie quasi doppia e in gran parte pianeggiante, e poche grandi città molto distanti tra loro: ciò facilita la costruzione delle linee ad alta velocità e le rende utili. Costruire l’alta velocità provoca danni ambientali. La costruzione di una rete ferroviaria ad alta velocità implica alti costi ambientali. Inoltre con queste opere si deturpa gravemente il paesaggio, influendo in modo negativo sul turismo. È sufficiente potenziare le linee esistenti. I veri vantaggi si otterrebbero migliorando la rete esistente e l’efficienza nelle tratte brevi, quelle usate ogni giorno da milioni di pendolari (ai quali non servirà mai un TAV a lunga percorrenza). Si potrebbe spendere meglio questa montagna di soldi. Per costruire la TAV servono elevatissimi investimenti di denaro pubblico. Costi alti in termini economici si accettano solo quando i benefici sono irrinunciabili, ma costituiscono un grave spreco quando i benefici sono limitati. SÌ TAV L’Italia ha bisogno dell’alta velocità. L’Italia proprio perché ha una superficie limitata ed è in gran parte montuosa ha bisogno dell’alta velocità. È infatti anche densamente popolata e ciò richiede rapidi ed efficienti collegamenti. Non costruire l’alta velocità provocherà danni ambientali. Se non si costruisce una rete ferroviaria ad alta velocità auto e camion provocheranno sempre più danni ambientali. La possibilità di rapidi spostamenti favorirà lo sviluppo del turismo. Non è sufficiente potenziare le linee esistenti. Il potenziamento delle linee ferroviarie da solo non basta: tra qualche anno saranno sature. Anche i pendolari ne avranno dei benefici perché molto traffico sarà tolto dalle linee tradizionali. Non c’è modo migliore di spendere questa montagna di soldi. L’investimento è elevatissimo ma utilissimo. La TAV permetterà infatti un grande sviluppo economico. Senza la TAV rischiamo l’isolamento e l’arretratezza.
In primo piano Problemi ambientali e sviluppo delle comunicazioni Trasportare merci in quantità maggiori e in tempi più rapidi determina evidenti vantaggi economici. Tuttavia, l’incremento delle infrastrutture di comunicazione (strade, linee ferroviarie, aeroporti ecc.) è anche causa di preoccupanti problemi ecologici. Il più evidente è quello delle trasformazioni del paesaggio e degli equilibri naturali. La realizzazione di vie di comunicazione comporta, infatti, la costruzione di ponti o di viadotti che modificano il paesaggio a danno della flora e della fauna, o delle coltivazioni. È necessario, dunque, valutare con estrema attenzione la realizzazione delle grandi opere necessarie a migliorare la rete dei trasporti. Molti sollevano dubbi sull'opportunità dei progetti europei di Treni ad Alta Velocità (TAV). Proprio in questi anni gigantesche “talpe” meccaniche stanno scavando enormi gallerie sotto le Alpi e i movimenti NO TAV (cioè contrari ai treni ad alta velocità) sostengono che i benefici che deriveranno non ripagheranno degli altissimi investimenti e non possono giustificare i gravi danni all'ambiente e al paesaggio. I favorevoli alla TAV, invece, sostengono che è soprattutto il traffico su strada a causare inquinamento e che i lavori sono necessari per migliorare il collegamento fra il Nord e il Sud dell’Europa, potenziando tre linee ferroviarie: la Torino-Lione, la Verona-Monaco di Baviera e la Milano-Zurigo. A lavori finiti, il trasporto merci si effettuerà nella metà del tempo, e la quota del traffico ferroviario, meno inquinante, aumenterà rispetto a quello su strada. La controversia è tuttora molto accesa, non solo in Italia. 1 La stazione di Reggio Emilia AV Mediopadana sulla linea ad alta velocità Milano-Bologna. Che cos'è la rete TEN-T ? La Commissione europea ha adottato una proposta per trasformare l’attuale groviglio europeo di strade, ferrovie, aeroporti e canali in una rete di trasporti unificata: la rete TEN-T, ovvero Rete Transeuropea dei Trasporti (Trans-European Networks - Transport). Nei propositi della Commissione, la nuova rete (denominata “rete centrale”), da realizzare entro il 2030, ammodernerà le infrastrutture e snellirà le operazioni di trasporto per passeggeri e imprese in tutta l’Unione Europea, migliorando i collegamenti fra i diversi nodi di trasporto e contribuendo agli obiettivi dell’Unione in materia di cambiamenti climatici attraverso la riduzione delle emissioni di CO2 dei trasporti. Geoinrete Cerca su Internet in quali Paesi europei sono operative linee ferroviarie ad alta velocità e quale treno, con passeggeri a bordo, raggiunge la massima velocità. Sì TAV o No TAV? Riassumiamo nella tabella gli argomenti fondamentali che si contrappongono nel dibattito sui TAV. NO TAV L’Italia non è un Paese adatto all’alta velocità. L’Italia è un Paese di superficie limitata, in gran parte montuoso, con molte città a breve distanza l’una dall’altra: da noi l’alta velocità è poco utile. La Francia, invece, ha una superficie quasi doppia e in gran parte pianeggiante, e poche grandi città molto distanti tra loro: ciò facilita la costruzione delle linee ad alta velocità e le rende utili. Costruire l’alta velocità provoca danni ambientali. La costruzione di una rete ferroviaria ad alta velocità implica alti costi ambientali. Inoltre con queste opere si deturpa gravemente il paesaggio, influendo in modo negativo sul turismo. È sufficiente potenziare le linee esistenti. I veri vantaggi si otterrebbero migliorando la rete esistente e l’efficienza nelle tratte brevi, quelle usate ogni giorno da milioni di pendolari (ai quali non servirà mai un TAV a lunga percorrenza). Si potrebbe spendere meglio questa montagna di soldi. Per costruire la TAV servono elevatissimi investimenti di denaro pubblico. Costi alti in termini economici si accettano solo quando i benefici sono irrinunciabili, ma costituiscono un grave spreco quando i benefici sono limitati. SÌ TAV L’Italia ha bisogno dell’alta velocità. L’Italia proprio perché ha una superficie limitata ed è in gran parte montuosa ha bisogno dell’alta velocità. È infatti anche densamente popolata e ciò richiede rapidi ed efficienti collegamenti. Non costruire l’alta velocità provocherà danni ambientali. Se non si costruisce una rete ferroviaria ad alta velocità auto e camion provocheranno sempre più danni ambientali. La possibilità di rapidi spostamenti favorirà lo sviluppo del turismo. Non è sufficiente potenziare le linee esistenti. Il potenziamento delle linee ferroviarie da solo non basta: tra qualche anno saranno sature. Anche i pendolari ne avranno dei benefici perché molto traffico sarà tolto dalle linee tradizionali. Non c’è modo migliore di spendere questa montagna di soldi. L’investimento è elevatissimo ma utilissimo. La TAV permetterà infatti un grande sviluppo economico. Senza la TAV rischiamo l’isolamento e l’arretratezza.