L’artigianato

L’artigianato UNITÀ 9 - Il settore secondario e il rischio ambientale Arte e artigianato Con il termine artigianato si intende comunemente un’attività produttiva esercitata senza l’aiuto dei macchinari che si usano per produrre migliaia di esemplari tutti uguali. (1) L’artigiano è oggi considerato un piccolo imprenditore dotato di una professionalità spesso molto elevata. (2) È possibile individuare una distinzione tra artigianato di produzione di beni (ceramista, falegname, vetraio ecc.) e artigianato di servizio, ossia di un’attività di prestazione di servizi (come l’idraulico, l’elettricista, il barbiere, l’estetista ecc.). (3) La differenza tra arte e artigianato si definì dal Rinascimento in poi, da quando a pittura, scultura e architettura, che fino ad allora non erano distinte dalle altre attività artigiane, si attribuì una maggiore importanza rispetto alle altre arti. Da allora la distinzione tra l’autore del progetto e chi l’eseguiva si fece più profonda. La competenza dell’artigianoUno dei grossi problemi dell’artigiano è quello di tramandare le proprie conoscenze, in modo che le sue tecniche e competenze non vadano disperse (4): nei prossimi anni chi saprà ancora costruire completamente a mano un prezioso violino, chi eseguire un mosaico modellando tessera per tessera, chi dare una forma particolare a un vaso in terracotta o in vetro? (Vedi box nella pagina a fianco.) Per cercare di dare soluzione al problema, già nel Settecento sorsero le scuole di arti e mestieri. Ma nell’Ottocento, con l’industrializzazione e la produzione di massa, la produzione degli oggetti, anche architettonici, peggiorò sempre di più dal punto di vista estetico. Per questo, alla fine di quel secolo nacquero in Europa dei movimenti per lo sviluppo delle cosiddette arti applicate: secondo questi movimenti l’artista doveva ritornare alla condizione dell’artigiano medievale, con lo scopo di produrre oggetti di fattura artigianale ma dai contenuti artistici. (5) È questo il principio che ancora oggi sta alla base dell’industrial design. Lavoriamo insieme Gli occupati nell’artigianato Con 3,2 milioni di addetti (su circa 23 milioni di lavoratori occupati) e circa 1,5 milioni di imprese, l’artigianato è un settore importante dell’economia italiana. In generale, l’artigianato rientra tra le cosiddette piccole imprese (cioè quelle con meno di 50 dipendenti), che fanno la parte del leone nell’economia italiana. L’importanza dell’artigianato nella nostra economia è dimostrata anche dal fatto che, nell’Unione Europea, l’Italia è il Paese che conta più imprese e occupati in questo settore. Il peso e l’organizzazione dell’artigianato variano da regione a regione: è maggiore nelle regioni del nord e in quelle del centro Italia, per la maggiore presenza, rispetto al Sud, di un vivace tessuto di piccole imprese e di saperi produttivi. Il peso della crisi economica è stato particolarmente pesante per questo settore: tra il 2007 e il 2012, infatti, le imprese artigiane hanno ridotto di circa un quarto i loro addetti. Leggi attentamente il testo, osserva i grafi ci e rispondi alle domande che seguono. 1. Quante sono le imprese artigianali in Italia? 2. Nell’Unione Europea, qual è il Paese che conta più imprese e occupati nel settore dell’artigianato? 3. Quanto ha pesato la crisi economica sull’artigianato, nel periodo tra il 2007 e il 2012? Fissa i concetti 1. L’artigianato è un’attività produttiva esercitata senza l’aiuto dei macchinari che si usano per produrre migliaia di esemplari tutti uguali. 2. L’artigiano è un piccolo imprenditore dotato di una professionalità spesso molto elevata. 3. È possibile distinguere tra artigianato di produzione, che appunto produce beni e artigianato di servizio che non produce beni ma svolge un servizio. 4. Il problema dell’artigiano è tramandare le proprie conoscenze senza che vadano disperse. 5. Per non disperdere la sapienza artigianale, alla fine dell’Ottocento nacquero le scuole d’arti applicate che avevano lo scopo di mantenere alta la qualità dei prodotti artigianali. Le parole della geografia Arti applicate / Applied arts / Artes aplicadas / Arte të aplikuara / Arte aplicate / 应用艺术 / الفنون التطبيقية È una definizione che si riferisce ai manufatti con una precisa funzione, nella cui creazione si tiene conto anche dell’aspetto estetico (mobili, tessuti, orologi, strumenti musicali, oggetti di metallo, pelle, legno, vetro, ebano, ceramica). Dal XIX secolo indica l’attività artistica che cerca di dare particolare bellezza a oggetti di uso comune prodotti in serie (per esempio, l’Art Nouveau in Francia, l’Arts and Craft s nel Regno Unito, lo stile floreale in Italia). Come si riconosce un oggetto di fattura artigianale? La capacità di distinguere un oggetto di fattura artigianale da uno prodotto in serie, a macchina, è una facoltà che stiamo perdendo. Un oggetto artigianale è riconoscibile innanzitutto dalle materie prime impiegate: difficilmente un artigiano sceglierebbe una materia prima di qualità scadente dovendo maneggiarla per giorni interi; un’industria invece ha tutta la convenienza di risparmiare sulla qualità del materiale, dovendo produrre un oggetto in quantità consistenti. L’oggetto artigianale è poi riconoscibile per la cura dei particolari, resi quasi tutti a mano, o con l’aiuto di semplici e primitivi strumenti: la cucitura di una scarpa, il bordo di una cornice, una leggera asimmetria di un vaso, e via elencando, piccoli elementi che denunciano lo stile, le capacità e la sensibilità di chi li ha eseguiti.
L’artigianato UNITÀ 9 - Il settore secondario e il rischio ambientale Arte e artigianato Con il termine artigianato si intende comunemente un’attività produttiva esercitata senza l’aiuto dei macchinari che si usano per produrre migliaia di esemplari tutti uguali. (1) L’artigiano è oggi considerato un piccolo imprenditore dotato di una professionalità spesso molto elevata. (2) È possibile individuare una distinzione tra artigianato di produzione di beni (ceramista, falegname, vetraio ecc.) e artigianato di servizio, ossia di un’attività di prestazione di servizi (come l’idraulico, l’elettricista, il barbiere, l’estetista ecc.). (3) La differenza tra arte e artigianato si definì dal Rinascimento in poi, da quando a pittura, scultura e architettura, che fino ad allora non erano distinte dalle altre attività artigiane, si attribuì una maggiore importanza rispetto alle altre arti. Da allora la distinzione tra l’autore del progetto e chi l’eseguiva si fece più profonda. La competenza dell’artigianoUno dei grossi problemi dell’artigiano è quello di tramandare le proprie conoscenze, in modo che le sue tecniche e competenze non vadano disperse (4): nei prossimi anni chi saprà ancora costruire completamente a mano un prezioso violino, chi eseguire un mosaico modellando tessera per tessera, chi dare una forma particolare a un vaso in terracotta o in vetro? (Vedi box nella pagina a fianco.) Per cercare di dare soluzione al problema, già nel Settecento sorsero le scuole di arti e mestieri. Ma nell’Ottocento, con l’industrializzazione e la produzione di massa, la produzione degli oggetti, anche architettonici, peggiorò sempre di più dal punto di vista estetico. Per questo, alla fine di quel secolo nacquero in Europa dei movimenti per lo sviluppo delle cosiddette arti applicate: secondo questi movimenti l’artista doveva ritornare alla condizione dell’artigiano medievale, con lo scopo di produrre oggetti di fattura artigianale ma dai contenuti artistici. (5) È questo il principio che ancora oggi sta alla base dell’industrial design. Lavoriamo insieme Gli occupati nell’artigianato Con 3,2 milioni di addetti (su circa 23 milioni di lavoratori occupati) e circa 1,5 milioni di imprese, l’artigianato è un settore importante dell’economia italiana. In generale, l’artigianato rientra tra le cosiddette piccole imprese (cioè quelle con meno di 50 dipendenti), che fanno la parte del leone nell’economia italiana. L’importanza dell’artigianato nella nostra economia è dimostrata anche dal fatto che, nell’Unione Europea, l’Italia è il Paese che conta più imprese e occupati in questo settore. Il peso e l’organizzazione dell’artigianato variano da regione a regione: è maggiore nelle regioni del nord e in quelle del centro Italia, per la maggiore presenza, rispetto al Sud, di un vivace tessuto di piccole imprese e di saperi produttivi. Il peso della crisi economica è stato particolarmente pesante per questo settore: tra il 2007 e il 2012, infatti, le imprese artigiane hanno ridotto di circa un quarto i loro addetti. Leggi attentamente il testo, osserva i grafi ci e rispondi alle domande che seguono. 1. Quante sono le imprese artigianali in Italia? 2. Nell’Unione Europea, qual è il Paese che conta più imprese e occupati nel settore dell’artigianato? 3. Quanto ha pesato la crisi economica sull’artigianato, nel periodo tra il 2007 e il 2012? Fissa i concetti 1. L’artigianato è un’attività produttiva esercitata senza l’aiuto dei macchinari che si usano per produrre migliaia di esemplari tutti uguali. 2. L’artigiano è un piccolo imprenditore dotato di una professionalità spesso molto elevata. 3. È possibile distinguere tra artigianato di produzione, che appunto produce beni e artigianato di servizio che non produce beni ma svolge un servizio. 4. Il problema dell’artigiano è tramandare le proprie conoscenze senza che vadano disperse. 5. Per non disperdere la sapienza artigianale, alla fine dell’Ottocento nacquero le scuole d’arti applicate che avevano lo scopo di mantenere alta la qualità dei prodotti artigianali. Le parole della geografia Arti applicate / Applied arts / Artes aplicadas / Arte të aplikuara / Arte aplicate / 应用艺术 / الفنون التطبيقية È una definizione che si riferisce ai manufatti con una precisa funzione, nella cui creazione si tiene conto anche dell’aspetto estetico (mobili, tessuti, orologi, strumenti musicali, oggetti di metallo, pelle, legno, vetro, ebano, ceramica). Dal XIX secolo indica l’attività artistica che cerca di dare particolare bellezza a oggetti di uso comune prodotti in serie (per esempio, l’Art Nouveau in Francia, l’Arts and Craft s nel Regno Unito, lo stile floreale in Italia). Come si riconosce un oggetto di fattura artigianale? La capacità di distinguere un oggetto di fattura artigianale da uno prodotto in serie, a macchina, è una facoltà che stiamo perdendo. Un oggetto artigianale è riconoscibile innanzitutto dalle materie prime impiegate: difficilmente un artigiano sceglierebbe una materia prima di qualità scadente dovendo maneggiarla per giorni interi; un’industria invece ha tutta la convenienza di risparmiare sulla qualità del materiale, dovendo produrre un oggetto in quantità consistenti. L’oggetto artigianale è poi riconoscibile per la cura dei particolari, resi quasi tutti a mano, o con l’aiuto di semplici e primitivi strumenti: la cucitura di una scarpa, il bordo di una cornice, una leggera asimmetria di un vaso, e via elencando, piccoli elementi che denunciano lo stile, le capacità e la sensibilità di chi li ha eseguiti.