Il settore secondario

Il settore secondario UNITÀ 9 - Il settore secondario e il rischio ambientale L’Europa occidentale, patria d’origine dell’industria Fu in Europa, in Inghilterra, che iniziò la rivoluzione industriale. In particolare fu la macchina a vapore inventata da James Watt nel 1769 che permise la costruzione di telai meccanici e nuovi mezzi di trasporto come il battello a vapore e la locomotiva. (1) Nel corso dell’Ottocento, altri Paesi seguirono l’Inghilterra nell’industrializzazione: prima il Belgio, poi la Francia e la Germania, e verso la fine del secolo anche l’Italia. (2) Ancora oggi, la dislocazione delle aree industriali riflette questo sviluppo storico (A). I principali settori industriali europei I settori industriali più diffusi in Europa sono: • l’elettronica che costruisce computer, telefoni cellulari, televisori e altri apparecchi audiovisivi; il primo produttore europeo di personal computer è l’Irlanda; • l’industria elettromeccanica cui è affidata la produzione degli elettrodomestici; • l’industria meccanica si occupa soprattutto della costruzione dei mezzi di trasporto; • l’industria chimica produce materie plastiche, fertilizzanti, detersivi, vernici, gomma, cosmetici, medicine ecc.; fanno parte del settore anche le raffinerie di petrolio; il mercato europeo della chimica è dominato da Germania, Francia e Regno Unito; • l’industria tessile, la più antica industria europea, oggi indirizzata soprattutto alla creazione e produzione di capi d’abbigliamento alla moda; • nel settore aerospaziale l’Europa è al secondo posto nel mondo, dopo gli Stati Uniti. (3) Le industrie in ItaliaAlla fine dell’Ottocento l’industria si sviluppò quasi esclusivamente nei poli di Milano, Torino e Genova. Nell’ultimo ventennio, però, si è avuto un significativo sviluppo industriale nel Nord-Est, in particolare in Emilia-Romagna e Veneto, e in alcune regioni del Centro, come l’Umbria e le Marche dove sono sorte molte piccole e medie aziende. Il Sud, invece, è un’area poco industrializzata (vedi Lavoriamo insieme). (4) Per numero di lavoratori, l’industria italiana è terza in Europa (dopo Germania e Regno Unito). Il problema della nostra industria è che per circa metà è costituita da aziende molto piccole, con meno di 10 addetti, agili nell’adattarsi al mercato ma deboli di fronte alla concorrenza internazionale. (5) A. Dove sono situate le aree industriali in Europa? 1 Nella produzione di autovetture, la Germania è prima in Europa e terza nel mondo (dopo Giappone e Cina). In generale, la Germania è la quarta potenza industriale nel mondo (dopo Cina, USA e Giappone). 2 La Russia sta faticosamente tentando di passare a un’economia di mercato. Per il momento gli unici settori leader in Europa sono quelli dell’industria energetica ed estrattiva grazie alle grandi risorse naturali del Paese. 3 L’Europa ha una forte presenza nell’industria aerospaziale. Il leader europeo in questo settore è il Regno Unito, seguito da Francia e Germania. Fissa i concetti 1. In Inghilterra, alla fine del Settecento, la macchina a vapore di Watt diede l’impulso alla rivoluzione industriale con la costruzione di telai meccanici e nuovi mezzi di trasporto. 2. L’industrializzazione, dall’Inghilterra giunse in Belgio, Francia e Germania e, più tardi, in Italia. 3. Le industrie più diffuse in Europa sono: l’elettronica, l’elettromeccanica, la meccanica, la chimica, la tessile e l’aerospaziale. 4. In Italia l’industria si sviluppò nel Nord (Torino, Milano, Genova), quindi nel Nord-Est (Veneto ed Emilia) e poi nel centro (Marche e Umbria), escludendo il Sud. 5. Pur essendo terza in Europa come numero di lavoratori, l’industria italiana ha il problema che per metà è costituita da aziende piccole, deboli di fronte alla concorrenza internazionale. Le parole della geografia Piccola e media azienda (o impresa) / Small and medium company (or firm) / Pequeña y mediana empresa / Bizneset (ose kompanitë) e vogla dhe të mesme / Întreprindere (sau societate) mică și mijlocie / 中小型企业(或公司)/ ( المشاريع الصغيرة والمتوسطة )أو الشركة La definizione di micro, piccole e medie imprese è contenuta in una normativa della Commissione Europea che ha stabilito i limiti per la determinazione della dimensione aziendale delle imprese, soprattutto per quanto riguarda il numero dei dipendenti: la distinzione serve ai fini della concessione di aiuti alle attività produttive. Sono microimprese quelle con meno di 10 occupati; sono piccole imprese quelle con meno di 50 occupati; sono medie imprese quelle con meno di 250 occupati. La produzione di prodotti cosmetici fa parte del settore dell’industria chimica. Lavoriamo insieme Le aree industriali in Italia Osserva attentamente la cartina e, aiutandoti con una carta delle regioni italiane, rispondi alle seguenti domande. 1. In quali regioni d’Italia sono assenti le aree industriali? 2. In Sicilia, Sardegna e Campania dove sono presenti le aree industriali? 3. Attorno a quali città del Centro Italia vi sono delle aree industriali?
Il settore secondario UNITÀ 9 - Il settore secondario e il rischio ambientale L’Europa occidentale, patria d’origine dell’industria Fu in Europa, in Inghilterra, che iniziò la rivoluzione industriale. In particolare fu la macchina a vapore inventata da James Watt nel 1769 che permise la costruzione di telai meccanici e nuovi mezzi di trasporto come il battello a vapore e la locomotiva. (1) Nel corso dell’Ottocento, altri Paesi seguirono l’Inghilterra nell’industrializzazione: prima il Belgio, poi la Francia e la Germania, e verso la fine del secolo anche l’Italia. (2) Ancora oggi, la dislocazione delle aree industriali riflette questo sviluppo storico (A). I principali settori industriali europei I settori industriali più diffusi in Europa sono: • l’elettronica che costruisce computer, telefoni cellulari, televisori e altri apparecchi audiovisivi; il primo produttore europeo di personal computer è l’Irlanda; • l’industria elettromeccanica cui è affidata la produzione degli elettrodomestici; • l’industria meccanica si occupa soprattutto della costruzione dei mezzi di trasporto; • l’industria chimica produce materie plastiche, fertilizzanti, detersivi, vernici, gomma, cosmetici, medicine ecc.; fanno parte del settore anche le raffinerie di petrolio; il mercato europeo della chimica è dominato da Germania, Francia e Regno Unito; • l’industria tessile, la più antica industria europea, oggi indirizzata soprattutto alla creazione e produzione di capi d’abbigliamento alla moda; • nel settore aerospaziale l’Europa è al secondo posto nel mondo, dopo gli Stati Uniti. (3) Le industrie in ItaliaAlla fine dell’Ottocento l’industria si sviluppò quasi esclusivamente nei poli di Milano, Torino e Genova. Nell’ultimo ventennio, però, si è avuto un significativo sviluppo industriale nel Nord-Est, in particolare in Emilia-Romagna e Veneto, e in alcune regioni del Centro, come l’Umbria e le Marche dove sono sorte molte piccole e medie aziende. Il Sud, invece, è un’area poco industrializzata (vedi Lavoriamo insieme). (4) Per numero di lavoratori, l’industria italiana è terza in Europa (dopo Germania e Regno Unito). Il problema della nostra industria è che per circa metà è costituita da aziende molto piccole, con meno di 10 addetti, agili nell’adattarsi al mercato ma deboli di fronte alla concorrenza internazionale. (5) A. Dove sono situate le aree industriali in Europa? 1 Nella produzione di autovetture, la Germania è prima in Europa e terza nel mondo (dopo Giappone e Cina). In generale, la Germania è la quarta potenza industriale nel mondo (dopo Cina, USA e Giappone). 2 La Russia sta faticosamente tentando di passare a un’economia di mercato. Per il momento gli unici settori leader in Europa sono quelli dell’industria energetica ed estrattiva grazie alle grandi risorse naturali del Paese. 3 L’Europa ha una forte presenza nell’industria aerospaziale. Il leader europeo in questo settore è il Regno Unito, seguito da Francia e Germania. Fissa i concetti 1. In Inghilterra, alla fine del Settecento, la macchina a vapore di Watt diede l’impulso alla rivoluzione industriale con la costruzione di telai meccanici e nuovi mezzi di trasporto. 2. L’industrializzazione, dall’Inghilterra giunse in Belgio, Francia e Germania e, più tardi, in Italia. 3. Le industrie più diffuse in Europa sono: l’elettronica, l’elettromeccanica, la meccanica, la chimica, la tessile e l’aerospaziale. 4. In Italia l’industria si sviluppò nel Nord (Torino, Milano, Genova), quindi nel Nord-Est (Veneto ed Emilia) e poi nel centro (Marche e Umbria), escludendo il Sud. 5. Pur essendo terza in Europa come numero di lavoratori, l’industria italiana ha il problema che per metà è costituita da aziende piccole, deboli di fronte alla concorrenza internazionale. Le parole della geografia Piccola e media azienda (o impresa) / Small and medium company (or firm) / Pequeña y mediana empresa / Bizneset (ose kompanitë) e vogla dhe të mesme / Întreprindere (sau societate) mică și mijlocie / 中小型企业(或公司)/ ( المشاريع الصغيرة والمتوسطة )أو الشركة La definizione di micro, piccole e medie imprese è contenuta in una normativa della Commissione Europea che ha stabilito i limiti per la determinazione della dimensione aziendale delle imprese, soprattutto per quanto riguarda il numero dei dipendenti: la distinzione serve ai fini della concessione di aiuti alle attività produttive. Sono microimprese quelle con meno di 10 occupati; sono piccole imprese quelle con meno di 50 occupati; sono medie imprese quelle con meno di 250 occupati. La produzione di prodotti cosmetici fa parte del settore dell’industria chimica. Lavoriamo insieme Le aree industriali in Italia Osserva attentamente la cartina e, aiutandoti con una carta delle regioni italiane, rispondi alle seguenti domande. 1. In quali regioni d’Italia sono assenti le aree industriali?  2. In Sicilia, Sardegna e Campania dove sono presenti le aree industriali?  3. Attorno a quali città del Centro Italia vi sono delle aree industriali?