In primo piano Il problema dei rifiuti

In primo piano Il problema dei rifiuti Che fare dei rifiuti? Anche lo smaltimento di milioni di tonnellate di rifiuti solidi, che ogni anno si producono nelle grandi città, crea problemi. I numeri sono impressionanti: ognuno di noi produce giornalmente circa un chilo di rifiuti, 365 chili in un anno! Che farne? La scelta più diffusa è quella di buttarli nelle discariche. È semplice ma anche un po’ stupido: quando infatti una discarica è colma se ne scava un’altra e così di seguito fino a quando un bel giorno ci sveglieremo circondati da discariche! Produrre meno rifiuti La prima cosa da fare sarebbe quella di produrre meno rifiuti: per esempio, quanti imballi inutili avvolgono i prodotti che noi compriamo? Si calcola che nei Paesi sviluppati il 30% dei rifiuti domestici sia dato dalle confezioni, che spesso non sono riutilizzabili e vengono quindi bruciate, a danno dell’ambiente e della nostra salute. Ma le industrie da questo orecchio non ci sentono: infatti l’imballo è ricco di colori, immagini, scritte che attirano il cliente. Possiamo però dare il nostro contributo scegliendo prodotti con poco imballaggio, o utilizzando più volte i contenitori (borse in plastica, carta, bottiglie). Bere l’acqua del rubinetto, piuttosto che quella in bottiglia, costa meno e limita la produzione di bottiglie in plastica. (A) Riciclare i rifiuti Fondamentale è poi la raccolta differenziata. Consiste nell'utilizzare contenitori distinti per vetro, carta, plastica e rifiuti organici. È il primo passo per riciclare quegli scarti che possono ancora essere utilizzati. Ad esempio, per fabbricare una bottiglia di vetro occorrono 400 g di sabbia, 100 g di soda, 100 g di calcare e 90 g di gasolio, ma se si utilizzano i rottami di vetro, il consumo di gasolio si riduce a 70 g e non è necessario nessun altro materiale. BOX Dopo la raccolta differenziata, gli scarti possono essere bruciati in inceneritori chiamati termovalorizzatori, e così produrre acqua calda e energia elettrica. Il processo avviene nel seguente modo: • una gru solleva i rifiuti e li mette in un forno; • dentro il forno i rifiuti bruciano (combustione); • il calore che ne deriva scalda l’acqua presente in una caldaia; • l’acqua calda viene utilizzata per il riscaldamento delle abitazioni (teleriscaldamento), oppure si trasforma in vapore che fa muovere una turbina che genera energia elettrica; • i fumi generati dal fuoco, dopo essere stati filtrati, vengono immessi nell’aria; • le ceneri vengono raffreddate in una vasca piena d’acqua e portate in una discarica. Il termovalorizzatore, dunque, bruciando rifiuti immette nell’aria dei fumi. Da qui le critiche di coloro che sostengono, sulla base di alcuni studi, che questi fumi siano pericolosi per la salute. Altri invece sostengono, sulla base di altri studi, che i fumi vengano adeguatamente filtrati e non ci siano problemi di cui preoccuparsi. È quanto pensano i cittadini di Vienna, tanto da aver costruito nei pressi della loro città un termovalorizzatore “allegro”. A. Una singolare raccolta di bottiglie di plastica Geoinrete In coppia o in piccoli gruppi, cercate su Internet informazioni sull’inquinamento, soprattutto sul fatto che lo smaltimento dei rifiuti è un grave costo per la comunità e che, invece, una gestione corretta e il riciclo possono essere una vera risorsa. B. Lo smaltimento dei rifiuti 1 Civiltà dei rifiuti: ogni anno sulla Terra si producono 1 miliardo di tonnellate di rifiuti. 2 Riciclo: solo una piccola parte di questi rifiuti viene riciclata. Un grave errore, perché con la carta riciclata si può ottenere nuova carta; con il vetro si possono ricavare altre bottiglie; dai molti tipi di plastica riciclata si ottengono imbottiture, vasi per piante, sacchetti, vestiti... 3 Rifiuti umidi: una parte consistente dei nostri scarti è formata da rifiuti umidi: materiale organico, come avanzi di cibo, foglie ecc. Sono riutilizzabili per mezzo di un semplice trattamento basato sull’impiego di batteri. In questo modo si ottengono i cosiddetti composti da usare come fertilizzanti in agricoltura. 4 Discarica: la maggior parte dei rifiuti viene portata nelle discariche, proprio a causa della mancata differenziazione e del mancato riciclo. 5 Rifiuti: i camion trasportano i rifiuti per esser bruciati nel termovalorizzatore. Altri camion però dovranno trasportare le ceneri nelle discariche. Per questo è sempre più conveniente riutilizzare e riciclare i rifiuti che incenerirli in un termovalorizzatore. 6 Rifiuti speciali: una parte di quanto bruciato dagli inceneritori e dai termovalorizzatori va a finire in discariche per rifiuti speciali. 7 Termovalorizzatore: questo termovalorizzatore è stato costruito a Spittelau, nei pressi di Vienna, alla fine degli anni Ottanta dall’architetto Friedensreich Hundertwasser che ha voluto interpretare in modo «allegro» l’esigenza di bruciare i rifiuti per produrre energia elettrica.
In primo piano Il problema dei rifiuti Che fare dei rifiuti? Anche lo smaltimento di milioni di tonnellate di rifiuti solidi, che ogni anno si producono nelle grandi città, crea problemi. I numeri sono impressionanti: ognuno di noi produce giornalmente circa un chilo di rifiuti, 365 chili in un anno! Che farne? La scelta più diffusa è quella di buttarli nelle discariche. È semplice ma anche un po’ stupido: quando infatti una discarica è colma se ne scava un’altra e così di seguito fino a quando un bel giorno ci sveglieremo circondati da discariche! Produrre meno rifiuti La prima cosa da fare sarebbe quella di produrre meno rifiuti: per esempio, quanti imballi inutili avvolgono i prodotti che noi compriamo? Si calcola che nei Paesi sviluppati il 30% dei rifiuti domestici sia dato dalle confezioni, che spesso non sono riutilizzabili e vengono quindi bruciate, a danno dell’ambiente e della nostra salute. Ma le industrie da questo orecchio non ci sentono: infatti l’imballo è ricco di colori, immagini, scritte che attirano il cliente. Possiamo però dare il nostro contributo scegliendo prodotti con poco imballaggio, o utilizzando più volte i contenitori (borse in plastica, carta, bottiglie). Bere l’acqua del rubinetto, piuttosto che quella in bottiglia, costa meno e limita la produzione di bottiglie in plastica. (A) Riciclare i rifiuti Fondamentale è poi la raccolta differenziata. Consiste nell'utilizzare contenitori distinti per vetro, carta, plastica e rifiuti organici. È il primo passo per riciclare quegli scarti che possono ancora essere utilizzati. Ad esempio, per fabbricare una bottiglia di vetro occorrono 400 g di sabbia, 100 g di soda, 100 g di calcare e 90 g di gasolio, ma se si utilizzano i rottami di vetro, il consumo di gasolio si riduce a 70 g e non è necessario nessun altro materiale. BOX Dopo la raccolta differenziata, gli scarti possono essere bruciati in inceneritori chiamati termovalorizzatori, e così produrre acqua calda e energia elettrica. Il processo avviene nel seguente modo: • una gru solleva i rifiuti e li mette in un forno; • dentro il forno i rifiuti bruciano (combustione); • il calore che ne deriva scalda l’acqua presente in una caldaia; • l’acqua calda viene utilizzata per il riscaldamento delle abitazioni (teleriscaldamento), oppure si trasforma in vapore che fa muovere una turbina che genera energia elettrica; • i fumi generati dal fuoco, dopo essere stati filtrati, vengono immessi nell’aria; • le ceneri vengono raffreddate in una vasca piena d’acqua e portate in una discarica. Il termovalorizzatore, dunque, bruciando rifiuti immette nell’aria dei fumi. Da qui le critiche di coloro che sostengono, sulla base di alcuni studi, che questi fumi siano pericolosi per la salute. Altri invece sostengono, sulla base di altri studi, che i fumi vengano adeguatamente filtrati e non ci siano problemi di cui preoccuparsi. È quanto pensano i cittadini di Vienna, tanto da aver costruito nei pressi della loro città un termovalorizzatore “allegro”. A. Una singolare raccolta di bottiglie di plastica Geoinrete In coppia o in piccoli gruppi, cercate su Internet informazioni sull’inquinamento, soprattutto sul fatto che lo smaltimento dei rifiuti è un grave costo per la comunità e che, invece, una gestione corretta e il riciclo possono essere una vera risorsa. B. Lo smaltimento dei rifiuti 1 Civiltà dei rifiuti: ogni anno sulla Terra si producono 1 miliardo di tonnellate di rifiuti. 2 Riciclo: solo una piccola parte di questi rifiuti viene riciclata. Un grave errore, perché con la carta riciclata si può ottenere nuova carta; con il vetro si possono ricavare altre bottiglie; dai molti tipi di plastica riciclata si ottengono imbottiture, vasi per piante, sacchetti, vestiti... 3 Rifiuti umidi: una parte consistente dei nostri scarti è formata da rifiuti umidi: materiale organico, come avanzi di cibo, foglie ecc. Sono riutilizzabili per mezzo di un semplice trattamento basato sull’impiego di batteri. In questo modo si ottengono i cosiddetti composti da usare come fertilizzanti in agricoltura. 4 Discarica: la maggior parte dei rifiuti viene portata nelle discariche, proprio a causa della mancata differenziazione e del mancato riciclo. 5 Rifiuti: i camion trasportano i rifiuti per esser bruciati nel termovalorizzatore. Altri camion però dovranno trasportare le ceneri nelle discariche. Per questo è sempre più conveniente riutilizzare e riciclare i rifiuti che incenerirli in un termovalorizzatore. 6 Rifiuti speciali: una parte di quanto bruciato dagli inceneritori e dai termovalorizzatori va a finire in discariche per rifiuti speciali. 7 Termovalorizzatore: questo termovalorizzatore è stato costruito a Spittelau, nei pressi di Vienna, alla fine degli anni Ottanta dall’architetto Friedensreich Hundertwasser che ha voluto interpretare in modo «allegro» l’esigenza di bruciare i rifiuti per produrre energia elettrica.