In primo piano I problemi delle città

In primo piano I problemi delle città I problemi della vita cittadina Il fascino delle grandi città, come Londra o Parigi, è rappresentato dalla presenza di cinema, teatri, negozi, servizi: ad esempio, nelle metropoli è particolarmente abbondante l’offerta di cure sanitarie perché il numero dei medici e delle strutture di cura è più elevato, in rapporto al numero degli abitanti, che nelle zone di campagna. Ma nelle città, soprattutto se molto grandi, si manifestano in modo più accentuato problemi ambientali e sociali. Chi vive in una metropoli deve fare i conti ogni giorno con il traffico intenso, con l’inquinamento atmosferico e acustico, con l’elevata produzione di rifiuti solidi, con la diffusione della criminalità. Le cause dell’inquinamento atmosferico e acustico Nelle vaste aree urbane vivono e lavorano decine di migliaia di persone che usano l’automobile per recarsi al lavoro e ritornare a casa, formando lunghe file di veicoli e veri e propri ingorghi. La limitazione del traffico automobilistico è l’unico modo per migliorare l’ambiente dei grandi centri urbani. In parecchie città europee sono aumentate le aree pedonali e le piste ciclabili, con lo scopo di restituire gli spazi urbani ai pedoni, ai ciclisti e ai mezzi di trasporto pubblico. Inoltre, i fumi di scarico delle automobili, insieme con quelli delle industrie e degli impianti di riscaldamento, provocano l’inquinamento dell’aria, con gravi effetti sulla salute delle persone. Per questo motivo in molte città è stata chiusa al traffico automobilistico la zona centrale. Il traffico e le attività industriali rendono le città anche molto rumorose e provocano l’inquinamento acustico. L’Organizzazione Mondiale della Sanità fissa attorno a 65 decibel (l’unità di misura del rumore) di giorno e 55 di notte la soglia massima di rumorosità. Molti cittadini vivono bombardati da rumori che superano spesso la soglia massima sopportabile dall’uomo: per esempio, in Italia, questo vale per circa 7 cittadini su 10 che vivono con 70 decibel di rumore al giorno e 65 di notte. La diffusione della criminalità Un grave problema delle metropoli è rappresentato dalla diffusione della criminalità: rapine, scippi, furti, aggressioni allarmano i cittadini e li spingono a chiedere maggiore protezione e leggi più severe. Recentemente si è molto diffusa la videosorveglianza che consente di controllare un luogo attraverso telecamere. È così possibile verificare rapidamente l’insorgere di situazioni di pericolo, o rivedere le immagini registrate per studiare con attenzione un fatto: in qualche caso, ciò ha consentito di riconoscere gli autori di furti e rapine. Resta, però, indispensabile individuare ed eliminare anche le cause dei fenomeni criminali, fra le quali l’emarginazione di molte famiglie povere. Queste si ammassano spesso in quartieri degradati, perché il numero delle abitazioni disponibili nelle metropoli non è sufficiente per soddisfare la richiesta, soprattutto da parte dei nuovi immigrati. Le parole della geografia Inquinamento acustico / Noise pollution / Contaminación acústica / Ndotje akustike / Poluare fonică / 噪音污染 / تلوث ضوضائي È l’inquinamento prodotto dai rumori di ogni genere, che possono arrecare seri danni alla salute e all’udito in particolare. L’intensità del rumore è misurata in decibel (la decima parte del bel, l’unità di misura). Geoinrete In coppia o in piccoli gruppi, cercate su Internet informazioni sull’inquinamento acustico in Italia. Cercate quali sono le città italiane più rumorose, raccogliete i dati, confrontandoli anche con quelli di altre nazioni e discutetene in classe. Perché Zurigo si può considerare un buon esempio? A Zurigo una rete tranviaria lunga 110 chilometri attraversa la città con corsie riservate e semafori «intelligenti». Nel centro storico possono circolare solo pedoni, biciclette e mezzi elettrici. Perciò gli spostamenti urbani degli abitanti di Zurigo si concentrano per il 37% sui mezzi pubblici e per il 27% su biciclette; solo il 28% si sposta con l’automobile. Sul 60% della rete stradale sono applicate misure di limitazione del traffico e i quartieri residenziali sorti negli ultimi anni sono stati progettati con l’obiettivo di ridurre la presenza di auto e facilitare gli spostamenti in bicicletta e a piedi. Perché non bisogna sottovalutare l’inquinamento acustico? Nel 2010 l’Agenzia Europea dell’Ambiente ha condotto un’indagine sull’inquinamento acustico: si è così scoperto che oltre 200 milioni di europei, cioè circa la metà della popolazione urbana, erano esposti a livelli di inquinamento acustico dannosi per la salute. L’inquinamento acustico causa malattie cardiache, disturbi del sonno, danni all’udito: nel 2011 tutto ciò costava alla sanità europea circa 326 miliardi di euro. Questo tipo di inquinamento non deve dunque essere sottovalutato, anche dal punto di vista economico. Nel dicembre 2011, infatti, la Commissione Europea ha approvato un piano di interventi che tra l’altro prevede: limiti di rumore più stretti per le auto (68 decibel) e per i camion (78 decibel); l’uso di particolari tipi di asfalto capaci di causare meno rumore. Il piano dovrebbe essere realizzato entro il 2020: si prevedono una riduzione del rumore del 25% e un risparmio di 80 miliardi l’anno nella spesa per la sanità. L’Italia purtroppo sta faticando a mettersi in regola. Nel 2013, infatti, la Commissione Europea ha minacciato pesanti multe per il nostro Paese se non avvierà le opere necessarie per rispettare i limiti di inquinamento acustico previsti. Il fatto è che queste opere sono estremamente costose: nei prossimi 15 anni servirebbero almeno 10 miliardi di euro per le strade e le ferrovie e molto di più per finanziare tutti i lavori necessari nelle città. Un aereo passa vicino alle case di un sobborgo di Londra.
In primo piano I problemi delle città I problemi della vita cittadina Il fascino delle grandi città, come Londra o Parigi, è rappresentato dalla presenza di cinema, teatri, negozi, servizi: ad esempio, nelle metropoli è particolarmente abbondante l’offerta di cure sanitarie perché il numero dei medici e delle strutture di cura è più elevato, in rapporto al numero degli abitanti, che nelle zone di campagna. Ma nelle città, soprattutto se molto grandi, si manifestano in modo più accentuato problemi ambientali e sociali. Chi vive in una metropoli deve fare i conti ogni giorno con il traffico intenso, con l’inquinamento atmosferico e acustico, con l’elevata produzione di rifiuti solidi, con la diffusione della criminalità. Le cause dell’inquinamento atmosferico e acustico Nelle vaste aree urbane vivono e lavorano decine di migliaia di persone che usano l’automobile per recarsi al lavoro e ritornare a casa, formando lunghe file di veicoli e veri e propri ingorghi. La limitazione del traffico automobilistico è l’unico modo per migliorare l’ambiente dei grandi centri urbani. In parecchie città europee sono aumentate le aree pedonali e le piste ciclabili, con lo scopo di restituire gli spazi urbani ai pedoni, ai ciclisti e ai mezzi di trasporto pubblico. Inoltre, i fumi di scarico delle automobili, insieme con quelli delle industrie e degli impianti di riscaldamento, provocano l’inquinamento dell’aria, con gravi effetti sulla salute delle persone. Per questo motivo in molte città è stata chiusa al traffico automobilistico la zona centrale. Il traffico e le attività industriali rendono le città anche molto rumorose e provocano l’inquinamento acustico. L’Organizzazione Mondiale della Sanità fissa attorno a 65 decibel (l’unità di misura del rumore) di giorno e 55 di notte la soglia massima di rumorosità. Molti cittadini vivono bombardati da rumori che superano spesso la soglia massima sopportabile dall’uomo: per esempio, in Italia, questo vale per circa 7 cittadini su 10 che vivono con 70 decibel di rumore al giorno e 65 di notte. La diffusione della criminalità Un grave problema delle metropoli è rappresentato dalla diffusione della criminalità: rapine, scippi, furti, aggressioni allarmano i cittadini e li spingono a chiedere maggiore protezione e leggi più severe. Recentemente si è molto diffusa la videosorveglianza che consente di controllare un luogo attraverso telecamere. È così possibile verificare rapidamente l’insorgere di situazioni di pericolo, o rivedere le immagini registrate per studiare con attenzione un fatto: in qualche caso, ciò ha consentito di riconoscere gli autori di furti e rapine. Resta, però, indispensabile individuare ed eliminare anche le cause dei fenomeni criminali, fra le quali l’emarginazione di molte famiglie povere. Queste si ammassano spesso in quartieri degradati, perché il numero delle abitazioni disponibili nelle metropoli non è sufficiente per soddisfare la richiesta, soprattutto da parte dei nuovi immigrati. Le parole della geografia Inquinamento acustico / Noise pollution / Contaminación acústica / Ndotje akustike / Poluare fonică / 噪音污染 / تلوث ضوضائي È l’inquinamento prodotto dai rumori di ogni genere, che possono arrecare seri danni alla salute e all’udito in particolare. L’intensità del rumore è misurata in decibel (la decima parte del bel, l’unità di misura). Geoinrete In coppia o in piccoli gruppi, cercate su Internet informazioni sull’inquinamento acustico in Italia. Cercate quali sono le città italiane più rumorose, raccogliete i dati, confrontandoli anche con quelli di altre nazioni e discutetene in classe. Perché Zurigo si può considerare un buon esempio? A Zurigo una rete tranviaria lunga 110 chilometri attraversa la città con corsie riservate e semafori «intelligenti». Nel centro storico possono circolare solo pedoni, biciclette e mezzi elettrici. Perciò gli spostamenti urbani degli abitanti di Zurigo si concentrano per il 37% sui mezzi pubblici e per il 27% su biciclette; solo il 28% si sposta con l’automobile. Sul 60% della rete stradale sono applicate misure di limitazione del traffico e i quartieri residenziali sorti negli ultimi anni sono stati progettati con l’obiettivo di ridurre la presenza di auto e facilitare gli spostamenti in bicicletta e a piedi. Perché non bisogna sottovalutare l’inquinamento acustico? Nel 2010 l’Agenzia Europea dell’Ambiente ha condotto un’indagine sull’inquinamento acustico: si è così scoperto che oltre 200 milioni di europei, cioè circa la metà della popolazione urbana, erano esposti a livelli di inquinamento acustico dannosi per la salute. L’inquinamento acustico causa malattie cardiache, disturbi del sonno, danni all’udito: nel 2011 tutto ciò costava alla sanità europea circa 326 miliardi di euro. Questo tipo di inquinamento non deve dunque essere sottovalutato, anche dal punto di vista economico. Nel dicembre 2011, infatti, la Commissione Europea ha approvato un piano di interventi che tra l’altro prevede: limiti di rumore più stretti per le auto (68 decibel) e per i camion (78 decibel); l’uso di particolari tipi di asfalto capaci di causare meno rumore. Il piano dovrebbe essere realizzato entro il 2020: si prevedono una riduzione del rumore del 25% e un risparmio di 80 miliardi l’anno nella spesa per la sanità. L’Italia purtroppo sta faticando a mettersi in regola. Nel 2013, infatti, la Commissione Europea ha minacciato pesanti multe per il nostro Paese se non avvierà le opere necessarie per rispettare i limiti di inquinamento acustico previsti. Il fatto è che queste opere sono estremamente costose: nei prossimi 15 anni servirebbero almeno 10 miliardi di euro per le strade e le ferrovie e molto di più per finanziare tutti i lavori necessari nelle città. Un aereo passa vicino alle case di un sobborgo di Londra.