Un’Italia di anziani

Un’Italia di anziani UNITÀ 6 - La popolazione europea La piramide delle etàAttraverso i censimenti si può conoscere la composizione della popolazione, sapere quanti sono maschi e femmine, giovani e anziani. Per rappresentare questa composizione della società si usa un grafico particolare: la piramide delle età, dove maschi e femmine vengono divisi in gruppi secondo la loro età (vedi esercizio Lavoriamo insieme). Il grafico A rappresenta la composizione della popolazione italiana nel 1861: ha proprio la forma di una piramide, perché man mano che l’età delle persone aumenta, la percentuale sul totale della popolazione diminuisce. Il grafico B, che rappresenta la composizione della popolazione italiana nel 2010, assomiglia a una botte. Questa forma deriva dal fatto che il numero dei bambini è diminuito mentre è aumentato quello delle persone appartenenti alle età successive. È una conseguenza della diminuzione delle nascite e dell’allungamento della vita. (1) Nel 2040 un italiano su tre avrà più di 65 anni e sarà un pensionato. Si dovranno quindi organizzare adeguati servizi di assistenza per gli anziani. Sarà difficile anche garantire la pensione a tutti: infatti i pensionati saranno più numerosi dei lavoratori. (2)L’Italia terra d’emigrazioneDopo l’unità d’Italia, la popolazione crebbe rapidamente, ma il nostro Paese, povero e arretrato, offriva poco lavoro. Molti italiani dovettero emigrare per sfuggire alla miseria. Inizialmente in Francia o Germania, poi verso gli Stati Uniti e l’America latina. Tra il 1861 e il 1981 abbandonarono l’Italia circa 27 milioni di persone. Verso la metà del Novecento le emigrazioni divennero soprattutto interne. Tra il 1953 e il 1963, infatti, l’Italia conobbe uno straordinario sviluppo industriale, specialmente a Torino, Milano e Genova. Milioni di italiani si spostarono così dalla campagna e dalla montagna verso le città, e dal sud verso il nord. (3) Le città del nord non erano preparate ad accogliere tanta gente. Così gli immigrati dovettero adattarsi a vivere in quartieri privi di servizi e non mancarono contrasti con la popolazione locale. (4)Da Paese d’emigrazione a Paese d’immigrazioneA partire dagli anni Ottanta, l’Italia, grazie al miglioramento generale della vita, è diventata una terra d’immigrazione. Molti stranieri, provenienti dai Paesi in via di sviluppo e dall’Europa orientale, vengono in Italia per cercare un lavoro. (5) L’immigrazione è regolata dalla legge: possono vivere in Italia solo gli immigrati ai quali è concesso il permesso di soggiorno. Molti però giungono nel nostro Paese clandestinamente e così faticano a mettersi in regola. Nonostante le difficoltà, l’immigrazione è una grande risorsa per l’Italia: numerose fabbriche e importanti settori dell’agricoltura chiuderebbero senza i lavoratori stranieri. Inoltre, molte famiglie italiane risolvono i loro problemi quotidiani grazie a donne immigrate che trovano occupazione nelle attività domestiche o nell’assistenza agli anziani. L’Italia è ormai un Paese multietnico. (6) Fissa i concetti 1. Per rappresentare la composizione della popolazione si usa il grafico della piramide delle età: se ha una forma a botte significa che il numero dei bambini è diminuito.2. Confrontando i grafici della situazione italiana nel 1861 e nel 2010 si capisce che la popolazione italiana è mediamente invecchiata e, nel futuro, sarà ancora più vecchia.3. Anche gli italiani furono un popolo di migranti: tra il 1861 e il 1981 emigrarono 27 milioni di persone. Molti migrarono all’estero e molti dal Sud al Nord dell’Italia, in cerca di lavoro.4. Le città non erano preparate ad accogliere tanta gente e così non mancarono i contrasti con la popolazione locale.5. A partire dagli anni Ottanta, anche l’Italia divenne un Paese d’immigrazione da Paesi in via di sviluppo o in guerra.6. Oggi l’Italia è un Paese multietnico e l’immigrazione è diventata una grande risorsa per il Paese: molte attività, senza la manodopera straniera, chiuderebbero. Le parole della geografia Permesso di soggiorno / Resident permit / Permiso de residencia / Leje qëndrimi / Permis de ședere / 居留许可 / تصريح الإقامةÈ l’autorizzazione a vivere in uno Stato. Quanti sono gli italo-americani? Tra la fine dell’Ottocento e il 1920, più di quattro milioni di italiani emigrarono negli Stati Uniti. Nessun altro Paese europeo ha conosciuto un’emigrazione così grande. Attualmente vivono negli Stati Uniti circa 30 milioni di persone di origine italiana. In gran parte hanno raggiunto un buon livello di vita: i loro guadagni sono superiori alla media americana. Molti italo-americani, infatti, hanno fatto fortuna, come il grande campione di baseball Joe di Maggio; i cantanti Frank Sinatra e Madonna; il regista Martin Scorsese e l’attore Robert De Niro. Purtroppo era di genitori italiani anche il più famoso criminale della storia americana, Al Capone, nato nel 1897. Lavoriamo insieme Confrontiamo i graficiQuale forma ha il grafico A?E quello B? Qual è il motivo della forma del grafico B?
Un’Italia di anziani UNITÀ 6 - La popolazione europea La piramide delle etàAttraverso i censimenti si può conoscere la composizione della popolazione, sapere quanti sono maschi e femmine, giovani e anziani. Per rappresentare questa composizione della società si usa un grafico particolare: la piramide delle età, dove maschi e femmine vengono divisi in gruppi secondo la loro età (vedi esercizio Lavoriamo insieme). Il grafico A rappresenta la composizione della popolazione italiana nel 1861: ha proprio la forma di una piramide, perché man mano che l’età delle persone aumenta, la percentuale sul totale della popolazione diminuisce. Il grafico B, che rappresenta la composizione della popolazione italiana nel 2010, assomiglia a una botte. Questa forma deriva dal fatto che il numero dei bambini è diminuito mentre è aumentato quello delle persone appartenenti alle età successive. È una conseguenza della diminuzione delle nascite e dell’allungamento della vita. (1) Nel 2040 un italiano su tre avrà più di 65 anni e sarà un pensionato. Si dovranno quindi organizzare adeguati servizi di assistenza per gli anziani. Sarà difficile anche garantire la pensione a tutti: infatti i pensionati saranno più numerosi dei lavoratori. (2)L’Italia terra d’emigrazioneDopo l’unità d’Italia, la popolazione crebbe rapidamente, ma il nostro Paese, povero e arretrato, offriva poco lavoro. Molti italiani dovettero emigrare per sfuggire alla miseria. Inizialmente in Francia o Germania, poi verso gli Stati Uniti e l’America latina. Tra il 1861 e il 1981 abbandonarono l’Italia circa 27 milioni di persone. Verso la metà del Novecento le emigrazioni divennero soprattutto interne. Tra il 1953 e il 1963, infatti, l’Italia conobbe uno straordinario sviluppo industriale, specialmente a Torino, Milano e Genova. Milioni di italiani si spostarono così dalla campagna e dalla montagna verso le città, e dal sud verso il nord. (3) Le città del nord non erano preparate ad accogliere tanta gente. Così gli immigrati dovettero adattarsi a vivere in quartieri privi di servizi e non mancarono contrasti con la popolazione locale. (4)Da Paese d’emigrazione a Paese d’immigrazioneA partire dagli anni Ottanta, l’Italia, grazie al miglioramento generale della vita, è diventata una terra d’immigrazione. Molti stranieri, provenienti dai Paesi in via di sviluppo e dall’Europa orientale, vengono in Italia per cercare un lavoro. (5) L’immigrazione è regolata dalla legge: possono vivere in Italia solo gli immigrati ai quali è concesso il permesso di soggiorno. Molti però giungono nel nostro Paese clandestinamente e così faticano a mettersi in regola. Nonostante le difficoltà, l’immigrazione è una grande risorsa per l’Italia: numerose fabbriche e importanti settori dell’agricoltura chiuderebbero senza i lavoratori stranieri. Inoltre, molte famiglie italiane risolvono i loro problemi quotidiani grazie a donne immigrate che trovano occupazione nelle attività domestiche o nell’assistenza agli anziani. L’Italia è ormai un Paese multietnico. (6) Fissa i concetti 1. Per rappresentare la composizione della popolazione si usa il grafico della piramide delle età: se ha una forma a botte significa che il numero dei bambini è diminuito.2. Confrontando i grafici della situazione italiana nel 1861 e nel 2010 si capisce che la popolazione italiana è mediamente invecchiata e, nel futuro, sarà ancora più vecchia.3. Anche gli italiani furono un popolo di migranti: tra il 1861 e il 1981 emigrarono 27 milioni di persone. Molti migrarono all’estero e molti dal Sud al Nord dell’Italia, in cerca di lavoro.4. Le città non erano preparate ad accogliere tanta gente e così non mancarono i contrasti con la popolazione locale.5. A partire dagli anni Ottanta, anche l’Italia divenne un Paese d’immigrazione da Paesi in via di sviluppo o in guerra.6. Oggi l’Italia è un Paese multietnico e l’immigrazione è diventata una grande risorsa per il Paese: molte attività, senza la manodopera straniera, chiuderebbero. Le parole della geografia Permesso di soggiorno / Resident permit / Permiso de residencia / Leje qëndrimi / Permis de ședere / 居留许可 / تصريح الإقامةÈ l’autorizzazione a vivere in uno Stato. Quanti sono gli italo-americani? Tra la fine dell’Ottocento e il 1920, più di quattro milioni di italiani emigrarono negli Stati Uniti. Nessun altro Paese europeo ha conosciuto un’emigrazione così grande. Attualmente vivono negli Stati Uniti circa 30 milioni di persone di origine italiana. In gran parte hanno raggiunto un buon livello di vita: i loro guadagni sono superiori alla media americana. Molti italo-americani, infatti, hanno fatto fortuna, come il grande campione di baseball Joe di Maggio; i cantanti Frank Sinatra e Madonna; il regista Martin Scorsese e l’attore Robert De Niro. Purtroppo era di genitori italiani anche il più famoso criminale della storia americana, Al Capone, nato nel 1897. Lavoriamo insieme Confrontiamo i graficiQuale forma ha il grafico A?E quello B? Qual è il motivo della forma del grafico B?