In primo piano La penisola italiana: un territorio a rischio

In primo piano La penisola italiana: un territorio a rischio I terremoti La penisola italiana ha avuto origine dallo scontro fra la zolla africana e quella euroasiatica. Questo scontro, ancora in atto, è la causa del rischio sismico: così vengono chiamate le aree in cui possono verificarsi con maggiore frequenza i terremoti. Il terremoto è un fenomeno naturale e non si può fare nulla per fermarlo. Però l’uomo è in qualche modo responsabile dei danni provocati se costruisce edifici, ponti e strade sopraelevate nelle aree sismiche senza i necessari accorgimenti. Le leggi italiane permettono di costruire nelle zone a rischio solamente se vengono rispettate precise regole antisismiche. Queste regole impongono l’utilizzo di materiali e di tecniche particolari, che riguardano il tipo di fondamenta e la struttura dei muri degli edifici. Tra le aree a maggior rischio, ci sono quelle in cui si trovano dei vulcani, cioè l’Appennino Campano e la Sicilia orientale. Infatti c’è uno stretto legame tra il fenomeno del vulcanesimo e i terremoti. (Carta A) I vulcani Il rischio vulcanico fortunatamente interessa aree limitate, anche se gli effetti delle eruzioni si possono far sentire assai lontano. Questo accade quando il vulcano emette fumi e gas che vengono dispersi dai venti. Certamente le popolazioni insediate nei dintorni o addirittura sui fianchi dei vulcani corrono dei rischi. Infatti, durante le eruzioni, lava, lapilli e ceneri si propagano spesso a notevole velocità, impedendo alle persone di mettersi in salvo. Le alluvioni Alcuni fiumi scorrono in aree dove i terreni sono esposti a erosione. In seguito a piogge eccezionali il loro letto viene colmato da masse di detriti alluvionali (fango, terriccio e sassi), a cui talvolta si aggiungono alberi sradicati e materiali del sottobosco. Perciò le acque non possono più essere contenute fra le due rive e straripano, causando le alluvioni. Il territorio italiano ha subìto un progressivo degrado, che ha favorito il succedersi di alluvioni, come quella del Polesine nel 1951, quella dell’Arno a Firenze nel 1966 o quelle in Liguria nel 2011. Per queste catastrofi l’uomo ha pesanti responsabilità in quanto sovente in Italia si è costruito troppo vicino ai fiumi, in aree a rischio di esondazioni. (Carta B) Le frane Le frane sono distacchi di masse di terra e di materiale roccioso dal versante di un monte. Di solito sono causate da movimenti di assestamento del terreno, dall’azione di gelo e disgelo dell’acqua che si infiltra nelle rocce o dall’erosione da parte delle acque che scorrono in superficie. In Italia il rischio di frane è molto elevato, soprattutto sugli Appennini, che sono in gran parte formati da rocce facilmente erodibili. Nonostante ciò sono stati disboscati molti versanti montuosi, facilitando così la formazione delle frane perché non ci sono più le radici a trattenere il terreno. Geoinrete In coppia o in piccoli gruppi, cercate su Internet informazioni sulle alluvioni avvenute in Italia dal 2000 a oggi. Confrontate i dati raccolti (luoghi, eventuali vittime, cause ecc.) e discutetene in classe. Le parole della geografia Esondazione / Flooding / Inundación / Përmbytje / Inundare / 洪水 / الفيضانات Il termine indica lo straripamento, cioè l’uscita delle acque di un fiume dalle sue rive naturali o dagli argini costruiti dall’uomo. A. Rischio sismico in Italia B. Dissesto idrogeologico in Italia Gli incendi dei boschi Il 30% della penisola italiana è ricoperta di boschi. Questa ricchezza del paesaggio italiano, tuttavia, è a rischio: ogni anno infatti migliaia di ettari di bosco vanno in fiamme per la disattenzione dell’uomo o per motivi di carattere economico, come la speculazione edilizia. I mesi in cui il rischio è maggiore sono quelli estivi, per le elevate temperature e per il forte vento che diffonde rapidamente gli incendi.
In primo piano La penisola italiana: un territorio a rischio I terremoti La penisola italiana ha avuto origine dallo scontro fra la zolla africana e quella euroasiatica. Questo scontro, ancora in atto, è la causa del rischio sismico: così vengono chiamate le aree in cui possono verificarsi con maggiore frequenza i terremoti. Il terremoto è un fenomeno naturale e non si può fare nulla per fermarlo. Però l’uomo è in qualche modo responsabile dei danni provocati se costruisce edifici, ponti e strade sopraelevate nelle aree sismiche senza i necessari accorgimenti. Le leggi italiane permettono di costruire nelle zone a rischio solamente se vengono rispettate precise regole antisismiche. Queste regole impongono l’utilizzo di materiali e di tecniche particolari, che riguardano il tipo di fondamenta e la struttura dei muri degli edifici. Tra le aree a maggior rischio, ci sono quelle in cui si trovano dei vulcani, cioè l’Appennino Campano e la Sicilia orientale. Infatti c’è uno stretto legame tra il fenomeno del vulcanesimo e i terremoti. (Carta A) I vulcani Il rischio vulcanico fortunatamente interessa aree limitate, anche se gli effetti delle eruzioni si possono far sentire assai lontano. Questo accade quando il vulcano emette fumi e gas che vengono dispersi dai venti. Certamente le popolazioni insediate nei dintorni o addirittura sui fianchi dei vulcani corrono dei rischi. Infatti, durante le eruzioni, lava, lapilli e ceneri si propagano spesso a notevole velocità, impedendo alle persone di mettersi in salvo. Le alluvioni Alcuni fiumi scorrono in aree dove i terreni sono esposti a erosione. In seguito a piogge eccezionali il loro letto viene colmato da masse di detriti alluvionali (fango, terriccio e sassi), a cui talvolta si aggiungono alberi sradicati e materiali del sottobosco. Perciò le acque non possono più essere contenute fra le due rive e straripano, causando le alluvioni. Il territorio italiano ha subìto un progressivo degrado, che ha favorito il succedersi di alluvioni, come quella del Polesine nel 1951, quella dell’Arno a Firenze nel 1966 o quelle in Liguria nel 2011. Per queste catastrofi l’uomo ha pesanti responsabilità in quanto sovente in Italia si è costruito troppo vicino ai fiumi, in aree a rischio di esondazioni. (Carta B) Le frane Le frane sono distacchi di masse di terra e di materiale roccioso dal versante di un monte. Di solito sono causate da movimenti di assestamento del terreno, dall’azione di gelo e disgelo dell’acqua che si infiltra nelle rocce o dall’erosione da parte delle acque che scorrono in superficie. In Italia il rischio di frane è molto elevato, soprattutto sugli Appennini, che sono in gran parte formati da rocce facilmente erodibili. Nonostante ciò sono stati disboscati molti versanti montuosi, facilitando così la formazione delle frane perché non ci sono più le radici a trattenere il terreno. Geoinrete In coppia o in piccoli gruppi, cercate su Internet informazioni sulle alluvioni avvenute in Italia dal 2000 a oggi. Confrontate i dati raccolti (luoghi, eventuali vittime, cause ecc.) e discutetene in classe. Le parole della geografia Esondazione / Flooding / Inundación / Përmbytje / Inundare / 洪水 / الفيضانات Il termine indica lo straripamento, cioè l’uscita delle acque di un fiume dalle sue rive naturali o dagli argini costruiti dall’uomo. A. Rischio sismico in Italia B. Dissesto idrogeologico in Italia Gli incendi dei boschi Il 30% della penisola italiana è ricoperta di boschi. Questa ricchezza del paesaggio italiano, tuttavia, è a rischio: ogni anno infatti migliaia di ettari di bosco vanno in fiamme per la disattenzione dell’uomo o per motivi di carattere economico, come la speculazione edilizia. I mesi in cui il rischio è maggiore sono quelli estivi, per le elevate temperature e per il forte vento che diffonde rapidamente gli incendi.